imprese posti vacanti

L’Europa industriale è davvero condannata a giocare in difesa nella competizione tra Stati Uniti e Cina? I numeri raccontano una storia più complessa. Italia e Germania, insieme, custodiscono ancora una parte rilevante della capacità manifatturiera e tecnologica europea, con posizioni di forza che in alcuni comparti strategici consentono di competere direttamente con Pechino e Washington. Il problema, semmai, è trasformare questo patrimonio in una leva geopolitica e industriale comune. È il messaggio emerso a Milano dalla ventesima edizione del Forum Economico Italo-Tedesco, organizzato dalla Camera di Commercio Italo-Germanica (AHK Italien) e ospitato a Borsa Italiana.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

La manifattura che può cambiare gli equilibri

A fotografare il potenziale ancora parzialmente inespresso delle due maggiori economie manifatturiere europee è lo studio “Under pressure: Europe, Italy and Germany in a weaponised global economy”, realizzato da ISPI per AHK Italien e presentato da Antonio Villafranca, Vice Presidente per la Ricerca dell’ISPI. L’analisi prende in esame 270 prodotti strategici e parte da un dato significativo: Italia e Germania rappresentano insieme circa il 40% della produzione industriale dell’Unione europea. Una massa critica che assume un peso particolare in una fase nella quale tecnologia, industria e commercio sono diventati strumenti della competizione tra potenze. Il vantaggio emerge soprattutto in alcuni snodi delle catene globali del valore. Nelle tecnologie legate alla mobilità elettrica e ai trasporti, Italia e Germania raggiungono complessivamente il 28% delle esportazioni mondiali dei prodotti esaminati, contro il 18% della Cina e il 7% degli Stati Uniti. Nei macchinari industriali avanzati e nella robotica, la quota congiunta dei due Paesi arriva invece al 18%, sostanzialmente alla pari con il 19% cinese e davanti al 9% statunitense. La Cina mantiene una crescente leadership nei volumi dell’export, mentre il posizionamento italo-tedesco appare più robusto nei segmenti a maggiore valore relativo.

Dal potenziale industriale a una strategia europea

È proprio qui che si colloca il nodo politico ed economico indicato dal Forum. Le vulnerabilità europee esistono, ma una lettura concentrata esclusivamente sulle debolezze rischia di lasciare in secondo piano competenze industriali già presenti e difficilmente replicabili. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Il Rinascimento industriale europeo tra Italia e Germania”, parte dunque da una premessa: la ricostruzione della competitività continentale non deve cominciare da zero, ma dalla capacità di mettere a sistema tecnologie, imprese e filiere che già operano sui mercati globali. “20 anni di Forum Economico Italo-Tedesco: un traguardo importante. 20 anni di stretta cooperazione tra le aziende tedesche e italiane sotto l’egida della Camera di Commercio Italo-Germanica. Guardando le nostre relazioni economiche, mi rendo ben conto della molteplicità e varietà dei legami che ci uniscono. Affermare la nostra competitività in un mercato globale in profondo mutamento è una sfida comune. Tuttavia, insieme, Italia e Germania, possono fare la differenza in e per l‘Europa. Non abbiamo solo il massimo interesse per un rinascimento industriale, disponiamo anche delle più ampie possibilità di contribuirvi”, ha affermato Thomas Bagger, Ambasciatore della Repubblica Federale di Germania in Italia. L’edizione del ventennale coincide inoltre con il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania.

Cristoforetti: lo spazio nuova frontiera della sovranità

La questione della sovranità strategica europea si sposta ormai ben oltre i confini della manifattura tradizionale. Nel keynote speech, Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e già Comandante della Stazione Spaziale Internazionale, ha indicato nello spazio uno dei terreni sui quali si misureranno autonomia tecnologica, sicurezza e competitività europea. Un settore nel quale, secondo Cristoforetti, l’apertura delle filiere spaziali alle competenze sviluppate in industrie come l’automotive può diventare un moltiplicatore di innovazione. “Lo spazio è ormai un’infrastruttura critica per l’economia e la sicurezza dell’Europa. Una filiera storicamente iper-specializzata si sta aprendo a tecnologie e competenze provenienti da altri settori, a partire dall’automotive: non solo componenti, ma anche processi industriali ottimizzati per ridurre tempi e costi. È un’opportunità per le imprese e, allo stesso tempo, una leva essenziale per la competitività europea. Rafforzare questa base tecnologica e industriale significa anche creare le condizioni perché l’Europa possa avere un ruolo più autonomo e ambizioso nell’esplorazione spaziale, dall’orbita bassa alla Luna”, ha dichiarato Samantha Cristoforetti. Il punto, anche in questo caso, è trasformare capacità tecnologiche esistenti in una vera autonomia industriale europea.

L’asse Roma-Berlino alla prova della competitività

Il confronto tra industria e tecnologia è proseguito con Gian Piero Cutillo, Co-General Manager di Leonardo, Emma Marcegaglia, Chair di Marcegaglia Holding, Klaus Rosenfeld, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Schaeffler, e Bernd Wagner, CSO di Schwarz Digits e CEO di STACKIT. Al centro resta la stessa questione: come convertire la forza manifatturiera di Italia e Germania in investimenti, innovazione e maggiore capacità europea di competere nei mercati internazionali, in uno scenario nel quale la politica industriale è tornata a intrecciarsi direttamente con la geopolitica. “Il Forum di quest’anno conferma quanto osserviamo ogni giorno attraverso la nostra rete di imprese associate: Italia e Germania dispongono di competenze industriali e tecnologiche che continuano a rappresentare un fattore distintivo nel panorama europeo”, ha commentato Roberto Parazzini, Presidente di AHK Italien. “In uno scenario globale caratterizzato da crescente complessità, la sfida è trasformare questi punti di forza in crescita e innovazione. AHK Italien lavora per favorire connessioni e collaborazioni concrete tra aziende dei due Paesi, mettendo a sistema competenze, tecnologie e filiere per creare valore reciproco”.