La nuova frontiera della difesa aerea italiana passa da un’arma pensata per rendere più sostenibile il costo delle intercettazioni. Washington ha autorizzato una possibile vendita all’Italia di 5.031 sistemi di guida APKWS II nella configurazione aria-aria, insieme a lanciatori, motori, testate e apparati di supporto, per un valore massimo di 364 milioni di dollari. L’obiettivo sarebbe quello di rafforzare la capacità italiana di difesa aerea e il contributo del Paese alla protezione integrata della Nato.

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Una possibile commessa da 364 milioni

Il pacchetto comprenderebbe 5.031 sezioni di guida WGU-59B/B, lanciatori LAU-131 A/A, testate Mk-152, motori Mk66 e spolette di prossimità. I 364 milioni rappresentano il valore massimo dell’intera operazione e non il semplice costo dei singoli razzi, perché comprendono anche equipaggiamenti, servizi e supporto logistico. Il principale contraente indicato dagli Stati Uniti è BAE Systems, con attività produttive nel New Hampshire.

Dal razzo Hydra nasce l’intercettore anti-drone

Come spiega la U.S. Navy, l’APKWS II nasce trasformando il razzo Hydra da 70 millimetri in un’arma di precisione attraverso l’aggiunta di una sezione di guida laser tra motore e testata. La variante aria-aria permette di utilizzare questa soluzione anche contro bersagli volanti relativamente piccoli e lenti, come i droni. Il vantaggio economico è evidente: disporre di più intercettori a minor costo senza impiegare necessariamente missili aria-aria molto più sofisticati contro minacce dal valore decisamente inferiore.

Il precedente britannico sui Typhoon

La strada è già stata sperimentata dal Regno Unito. Secondo la Royal Air Force, l’APKWS è stato integrato sugli Eurofighter Typhoon britannici e portato rapidamente dai test alla capacità operativa per contrastare i droni. Londra sottolinea soprattutto il vantaggio finanziario e operativo della soluzione, che permette di affrontare un numero maggiore di bersagli spendendo una frazione rispetto ai tradizionali missili aria-aria. Per l’Italia, tuttavia, la documentazione americana disponibile non specifica ancora ufficialmente su quale piattaforma saranno installati i sistemi acquistati.

La nuova economia della difesa passa dal costo per intercettazione

Dietro la scelta c’è una delle questioni economiche più rilevanti emerse nei conflitti recenti: il rapporto tra il prezzo della minaccia e quello necessario per neutralizzarla. Sistemi come l’APKWS consentirebbero di evitare l’impiego sistematico di intercettori molto più costosi contro droni relativamente economici, preservando al tempo stesso le scorte di armamenti più avanzati. È la nuova economia della difesa, nella quale la capacità di sostenere attacchi prolungati dipende non soltanto dalla tecnologia disponibile, ma anche dal costo di ogni abbattimento.