Investire sul capitale umano fa impennare la performance
Samuele Marconcini

Se il Gruppo Cattolica Assicurazioni ha chiuso il 2018 con il miglior risultato dell’ultimo decennio, segnando un +42,2% sul risultato operativo (292 milioni di euro, 107 milioni l’utile operativo post tax), il motivo (o meglio, la strategia) si può riassumere in una parola: coesione. Che significa valori condivisi, rispetto per il tempo altrui e gender equality. Perché un’azienda che aiuta e valorizza le donne raggiunge risultati migliori. Se proprio vogliamo parlare di quote (rosa), il 41% della popolazione aziendale del Gruppo Cattolica è di genere femminile, così come più o meno il 40% delle nuove assunzioni e il 33% del consiglio di amministrazione. Ma il punto non sono i numeri, quanto il nuovo passo intrapreso dall’amministratore delegato Alberto Minali con il piano industriale 2018-2020 incentrato sulla consapevolezza dell’importanza del capitale umano. «A giugno 2017 abbiamo fatto una cosa che poche aziende fanno seriamente:  ci siamo guardati dentro», spiega il responsabile organizzazione e risorse del Gruppo Cattolica Assicurazioni, Samuele Marconcini. «Con la collaborazione di Great Place To Work, società specializzata nel settore, abbiamo costruito un questionario al quale sono stati invitati a partecipare tutti i dipendenti. Abbiamo analizzato cinque dimensioni: credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione. Abbiamo voluto saggiare il livello fiducia nei confronti del management, l’orgoglio di appartenere al Gruppo, il buon rapporto col proprio lavoro e coi colleghi. E poi abbiamo reso pubblici i risultati, che non erano straordinari, per capire i margini di intervento. E abbiamo agito secondo un pensiero che  secondo noi ci differenzia dalle altre aziende». Quale? «Le persone soddisfatte producono risultati soddisfacenti». Le azioni intraprese spaziano dallo smart work “spinto”, perché si lavora da casa per ben due giorni alla settimana – «Abbiamo insegnato ai capi a lavorare a distanza con dei modelli di collaborazione evoluta: collaborare significa arrivare in ufficio e, se un collaboratore, non c’è non pensare che è un fannullone e che è a casa a divertirsi, ma che è a casa a lavorare. È un cambio radicale di pensiero», sottolinea Marconcini – agli interventi su welfare e congedi parentali, dal master Maam, che trasforma le esperienze genitoriali in competenze da utilizzare in ambiente lavorativo,  al “Job Market”, un sistema di selezione trasparente interna in cui i dipendenti possono cogliere nuove possibilità e l’azienda può velocizzare i processi di mobilità interna, dall’introduzione di un sistema premiante con lo scopo di riconoscere il merito anche nel rispetto della parità di genere all’intervento sul work-life balance che blocca le email dalle 20 alle 7. «Paradossalmente, un sacco di persone volevano avere la possibilità scrivere la sera, ma si deve creare bilanciamento tra vita personale e professionale. Questo intervento ha aumentato il senso del rispetto per gli altri: noi rispettiamo le agende altrui e c’è un tema di time discipline anche per le riunioni: iniziano e finiscono nei tempi prefissati. Ma per noi rispetto significa anche il patto sociale in cui dichiariamo pubblicamente che non sfruttiamo il lavoro e che chi entra qua dentro entra con un processo regolare e soprattutto sa che se funziona verrà assunto a tempo indeterminato. E poi nel Gruppo Cattolica Assicurazioni organizziamo percorsi di retraining per garantire stabilità anche ai colleghi che fanno lavori che stanno diventando obsoleti».

Il responsabile organizzazione e risorse, Samuele Marconcini: «in un anno abbiamo recuperato più del 15% di produttività»

Così, il primo anno del nuovo piano industriale si è chiuso con risultati al di sopra di ogni aspettativa: «Abbiamo recuperato più del 15% di produttività», continua Marconcini. «Non vorrei prendermi troppo sul serio, ma a questi risultati ha contribuito fortemente il lavoro armonico coi colleghi, che hanno abbracciato i nostri valori aziendali, valori profondi come integrità, meritocrazia, equità, coraggio di fare, di imparare e persino di sbagliare. Col Gruppo Cattolica Assicurazioni portiamo avanti valori etici profondi. E abbiamo dimostrato al mercato che questa politica rende».