Inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, la linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità Verona-Padova è un’opera considerata prioritaria e costituisce un tratto fondamentale del più ampio Corridoio transeuropeo TEN-T “Mediterraneo” che dalla Spagna arriva alla frontiera Ucraina. Unire Verona a Padova con l’alta velocità significa non solo unire le due città, ma completare il collegamento ferroviario tra Milano e Venezia, arrivando a servire il 75% della popolazione italiana con i treni veloci. Persone e merci, alta velocità e alta capacità, così il nuovo treno correrà nel cuore di una delle aree più industrializzate e vitali del Paese favorendo anche lo sviluppo del commercio. Una corsa che unisce l’Italia al resto dell’Europa perché va a saldare quel corridoio mediterraneo indicato dall’Unione europea come una delle opere prioritarie per il continente.

Un investimento da 4,8 miliardi

Tra i benefici attesi dalla sua realizzazione ci sono quasi 300 mila tonnellate di emissioni Co2 evitate l’anno, il 50% in meno dei tempi di percorrenza e 3 milioni di passeggeri l’anno. L’investimento per l’intera linea, stimato in 4,8 miliardi di euro, è di grande importanza nel Nord-Est del Paese, un nuovo tassello nel percorso di rilancio economico e dell’occupazione che fa leva sulle infrastrutture con la creazione di circa 4.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti. Con tracciato di complessivi 76,5 Km, la Verona-Padova attraversa il territorio delle provincie di Verona, Vicenza e Padova e fa parte della trasversale est-ovest Torino-Milano-Venezia. Il progetto complessivo attraversa 22 comuni e si articola in tre lotti funzionali. 

I primi due lotti dell’opera sono già ad uno stadio avanzato: il primo lungo 44,2 chilometri, da Verona a Vicenza, è stato approvato in via definitiva nel 2018 con l’inizio dei lavori fissato al 6 agosto del 2020. Il secondo lungo 6,2 chilometri, all’interno del quale rientra l’attraversamento di Vicenza, prevede la consegna del progetto definitivo nei primi giorni di gennaio e l’inizio dei lavori entro l’estate del 2022. Il primo lotto, la tratta Verona – Bivio di Vicenza, è in corso di realizzazione da parte del Consorzio Iricav Due, costituito per circa l’83% dal Gruppo Webuild e per il 17% da Hitachi Rails STS. Il suo tracciato, di 44,2 Km, attraversa 13 comuni, quadruplicando la linea esistente, aumentando la qualità dell’offerta ferroviaria, la sua integrazione con la rete europea e riducendo l’impatto ambientale e l’incidentalità associata alla mobilità stradale. 

Vicenza cambierà volto: oltre alla stazione cittadina e al passaggio della linea a due passi dall’agglomerato urbano, il progetto complessivo prevede anche l’istituzione di una linea lunga 12 chilometri servita da bus elettrici, che collegheranno gli estremi della città da Est a Ovest raggiungendo la stazione dell’alta velocità. Un approccio sostenibile ai trasporti del futuro, per ridurre in modo significativo inquinamento e traffico.

Un’opera finanziata grazie al Pnrr

Nell’insieme si tratta di un’opera unica, finanziata – per la maggior parte – con i fondi del PNRR proprio perché considerata prioritaria per il paese, capace di dare una spinta considerevole in tema di mobilità sostenibile ma anche di avere un impatto significativo sul lavoro. Ad oggi sono circa 320 le imprese fornitrici coinvolte nella realizzazione dell’opera, mentre – una volta aperti tutti i cantieri – la forza lavoro impegnata, tra diretti e indotto, raggiungerà le 4.000 persone.

«Quest’opera darà vita a un enorme cambiamento per questo territorio – spiega l’ingegnere Paolo Carmona, general manager del Consorzio Iricav Due – solo l’attraversamento di Vicenza contribuirà a modificare in modo sostenibile l’assetto cittadino, migliorando la connettività tra il Nord e il Sud dell’area urbana. Oltre a questo, l’intera linea viene costruita in affiancamento alla vecchia esistente, la cui funzionalità non viene interrotta a conferma della complessità tecnica dei lavori e dell’attenzione verso i bisogni del territorio».

Tutto questo all’interno di una direttrice continentale di trasporto che collegherà l’Europa con l’Asia unendo le regioni del Sud con l’Europa Orientale. Una rivoluzione verde che avvicina l’Italia al resto dell’Europa.