Come difendere il portafoglio in tempi di Coronavirus

Il modo più semplice ed efficace per ridurre il rischio nel proprio portafoglio – sia per il piccolo risparimatore che per l’investitori istituzionale è quello di vendere alcune delle attività e costruire un buffer (serbatoio) di liquidità. Questo non solo proteggerà il capitale finanziario se le cose peggiorano, ma aiuterà anche a preservare il capitale emotivo. In altre parole, permetterà di vedere più chiaramente le opportunità che alla fine appariranno. Dopo tutto, è difficile vedere il caso di comprare azioni dopo aver subito una perdita del 60% o oltre! Sarebbe giusto ma è difficile…

Una volta attivato questo buffer, si può iniziare a mettere insieme una lista della spesa di azioni che piacciono e monitorare da vicino i loro prezzi. I mercati spesso si muovono fortemente per ragioni non fondamentali in tempi di conflitto, il che potrebbe creare alcune grandi opportunità di valore per coloro che sono all’erta.

Liquidità sì ma non troppa

Lo svantaggio maggiore di questo approccio è che si potrebbe finire per rimanere liquidi troppo a lungo, con l’inflazione che lentamente ma inesorabilmente erode il valore del capitale. Quindi bisogna assicurarsi di definire in anticipo quando e come impiegare il denaro nei mercati.

Se si è decisi a rimanere completamente investiti, si ruotino le posizioni più rischiose in altre più difensive. Per le azioni, questo significa abbandonare i nomi speculativi della crescita e le azioni discrezionali dei consumatori e passare ai titoli dei beni di prima necessità, alla sanità e alle miniere d’oro. Per le obbligazioni, significa favorire il debito pubblico rispetto al più rischioso debito aziendale, e il debito pubblico statunitense rispetto al debito internazionale. Si potrebbe anche modificare il mix di asset allocation a lungo termine, riducendo le partecipazioni azionarie e aumentando quelle in obbligazioni o oro.

Ora, è importante essere consapevoli che questo approccio non proteggerà completamente da un crollo significativo: i titoli difensivi potrebbero non scendere tanto quanto quelli ciclici, ma è comunque probabile che scendano. Inoltre, le perdite hanno un impatto maggiore sul vostro P&L rispetto ai profitti (una perdita del 50% richiede un guadagno del 100% per raggiungere il pareggio), quindi più si possono ridurre, meglio è.

Il conflitto ha aumentato significativamente i rischi al ribasso per la crescita economica (in particolare in Europa), l’inflazione (attraverso l’aumento dei prezzi dell’energia) e i tassi di interesse (attraverso l’aumento dell’inflazione). Costruire un portafoglio per un ambiente incerto dovrebbe massimizzare le possibilità di uscirne vivi, qualunque cosa succeda.

Immobili e materie prime


Quindi, se non si possiede una protezione contro l’inflazione, bisogna assicurarsi di comprare asset come immobili, infrastrutture e produttori di materie prime. Per proteggersi contro i tassi più alti, tenere alcuni titoli bancari e delle risorse di base. Per proteggersi da una crescita inferiore, ci si assicuri che una parte del suo portafoglio sia allocata in titoli di stato americani. E al rischio dello scenario apocalittico di una crescita più bassa e di un’inflazione più alta, bisogna tenere dell’oro e dei titoli del Tesoro protetti dall’inflazione (TIPS).

Ecco a grandi linee come un manager di hedge fund celebre come Ray Dalio costruisce un portafoglio bilanciato, “per tutte le stagioni”: 30% in azioni globali, 7,5% in materie prime, 7,5% in oro, 40% in titoli del tesoro Usa a lungo termine e 15% in titoli del tesoro Usa intermedi. E’ anche importante riequilibrare il portafoglio ogni volta che movimenti di prezzo significativi – come quelli recenti nei mercati delle materie prime – portano l’allocazione effettiva lontano dai vostri obiettivi.

Lo svantaggio principale di un portafoglio più bilanciato è che è probabile che vada bene in quasi tutti gli scenari, ma è improbabile che vada alla grande in nessuno di essi. Questo rende l’approccio più adatto se non si è sicuri di cosa succederà dopo, e non si vuole cercare di identificare rischi specifici e un risultato probabile.

Coprire rischi specifici

Se, per qualsiasi motivo, non si vuol toccare il portafoglio, si potrebbe comunque essere in grado di proteggere i proprio investimenti implementando alcune coperture strategiche: identificare un’operazione specifica che dovrebbe performare bene in un dato scenario di rischio.

Così si potrebbe coprire il rischio di un forte calo del mercato andando allo scoperto sull’S&P 500 o sul Nasdaq. Non appena si pensi che la minaccia sia passata, bisogna chiudere la copertura e tornare con lo stesso portafoglio di prima. Si potrebbe coprire anche altri rischi: il rischio di una maggiore inflazione comprando TIPS, materie prime o azioni energetiche, o anche i rischi specifici del conflitto Russia-Ucraina comprando asset agricoli o shortando l’euro-yen (abbiamo condiviso alcune altre idee fuori dal consenso qui).

Naturalmente, la copertura del rischio richiede un approccio più attivo agli investimenti. E se le coperture non funzionano come ti aspetti, potresti subire un doppio colpo di perdite. Quindi questa strategia non è per i deboli di cuore…