Snam
STEFANO VENIER SNAM

Un utile netto da 1,13 miliardi nel 2022, che nel 2023 sarà in linea per Snam, che programma investimenti su decarbonizzazione e sostenibilità. Perché la sfida della società che ha appena pubblicato il suo piano strategico è quello di posizionarsi tra le società protagoniste della trasformazione in atto nel settore energetico. I manager della società energetica prevedano opportunità di investimento per 20 miliardi fino al 2030.

Stefano Venier è fiducioso sul futuro

“Il 2022 è stato un anno di svolta per il sistema energetico globale –  ha dichiarato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam. – In uno scenario di incertezza e volatilità estrema, Snam è stata in grado di garantire il massimo supporto per far fronte all’emergenza, costruendo i presupposti per le azioni necessarie alla gestione del prossimo futuro. Nell’arco di piano 2022-2026 aumenteremo gli investimenti in maniera significativa rispetto al passato, al fine di rafforzare le nostre infrastrutture e contribuire alla maggiore sicurezza energetica del Paese per i prossimi anni e per l’orizzonte più lontano.
In parallelo, continueremo a lavorare per un futuro carbon neutral, puntando sulle molecole verdi: idrogeno e biometano accompagneranno il nostro cammino verso la neutralità carbonica così come le iniziative per la decarbonizzazione dei consumi finali, e a loro abbiamo destinato un miliardo di euro al 2026. Nello stesso orizzonte temporale, malgrado uno scenario ancora instabile, prevediamo una crescita rilevante dei principali indicatori economici che potrà realizzarsi senza intaccare la nostra solidità finanziaria con l’obiettivo di costruire un sistema energetico più sostenibile, resiliente e duraturo”.

Il rafforzamento della Linea Adriatica al centro dei progetti

Sicurezza delle forniture, sostenibilità e competitività sono le parole d’ordine che guideranno Snam che si impegna a sviluppare l’infrastruttura del gas lungo tutta la catena del valore attraverso una maggiore flessibilità e un adeguato dimensionamento, in maniera da rafforzare la propria resilienza in tempi di crisi. L’obiettivo principale è quello dello sviluppo di gas verdi e di tecnologie per la decarbonizzazione. Il raggiungimento di questi obiettivi passa per gli investimenti nell’infrastruttura del gas, che si concretizzazno con il potenziamento e l’ottimizzazione del sistema di stoccaggio, il rafforzamento della Linea Adriatica, lo sviluppo di GNL di piccola taglia – midstream e l’ampliamento delle reti di stazioni a GNL-bioGNL e in prospettiva a idrogeno. In quest’ottica è necessaria anche l’adozione di misure di efficienza energetica.

In quattro anni dieci miliardi di investimenti  

Il piano 2022-2026 prevede un incremento degli investimenti del 23% rispetto al precedente piano (2021-2025), nel quale si investivano 8,1 miliardi. Degli stanziamenti dei prossimi anni 9 miliardi di euro saranno destinati all’infrastruttura del gas. In particolare 6,3 miliardi di euro vengono investite per il trasporto, nel piano precedente erano 5,4. L’Obiettivo primario è il potenziamento della Linea Adriatica e l’applicazione della nuova metodologia per la valutazione dello stato degli asset per le sostituzioni di rete. Saranno spesi 1,3 miliardi di euro per l’ampliamento e il rinnovo dei siti di stoccaggio. strutturali.

Si spenderà 1 miliardo di euro per la transizione green

Tra i gas verdi, il biometano è quello allo stadio di sviluppo più avanzato e disponibile in tempi brevi. Gli investimenti in biometano nel piano 2022-2026 ammontano a circa 550 milioni di euro e prevedono oltre 100 MW di impianti in esercizio entro il 2026 (con una produzione attesa pari a circa 200 milioni di metri cubi). Ad oggi, Snam si è costruita una solida piattaforma in questo segmento con circa 40 MW di impianti di biogas e biometano operativi a fine 2022 e ha rafforzato il ruolo di sviluppatore su scala industriale.

Nell’orizzonte di piano, sono previsti 100 milioni di euro di investimenti nell’idrogeno anche con il supporto dei fondi del PNRR, per contribuire a preparare l’ecosistema nazionale all’utilizzo dell’idrogeno.

La prima Gigafactory per la produzione di elettrolizzatori

La nostra partnership con De Nora si sostanzia di ulteriori sviluppi, con la realizzazione di una Gigafactory per la produzione di elettrolizzatori in Italia, per la quale la Commissione Ue, nell’ambito del programma IPCEI Hy2Tech, ha autorizzato la concessione di un sostegno finanziario entro un massimale di 63 milioni di euro.

In particolare la CCS (Carbon Capture and Storage) è considerata una tecnologia necessaria al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione a livello globale e Snam vi destina circa 120 milioni di euro di investimenti nell’arco di piano. Come principale operatore europeo nel trasporto e nello stoccaggio di molecole, Snam gode di una posizione unica per trasferire questa esperienza al trasporto e stoccaggio della CO2 e punta a far leva sulle partecipazioni in aziende come la britannica Storegga con progetti di CCS nel Regno Unito e l’anglo-irlandese DCarbonX, specializzata nello stoccaggio di molecole per supportare la decarbonizzazione. Lo scorso mese di dicembre Snam ha sottoscritto un accordo con Eni per lanciare il primo progetto di CCS in Italia che prevede la cattura della CO2 dall’impianto Eni di Casalborsetti per essere iniettata in un giacimento esausto nel mare Adriatico, al largo di Ravenna. Un progetto propedeutico agli ulteriori sviluppi a favore delle industrie hard-to-abate della Pianura Padana.

Sull’ efficienza energetica e la generazione distribuita, dove Snam opera attraverso Renovit (partecipata anche da Cassa Depositi e Prestiti, CDP), sono previsti circa 200 milioni di investimenti nel periodo 2022-2026.

In arrivo nuove partecipate

Un ulteriore elemento di creazione di valore è rappresentato dal portafoglio di partecipate, a cui si è recentemente aggiunta la partecipazione nel corridoio Sud con l’Algeria, composto da TTPC e TMPC, che sono state raggruppate in cluster per riflettere il loro ruolo rispetto agli obiettivi strategici di breve e medio-lungo periodo.

Il valore della rete è importante

Del primo gruppo fanno parte gli asset definiti   Value Enhancers” dell’infrastruttura nazionale, ovvero quelli con una connessione alla rete Snam in Italia e che contribuiscono a circa il 60% dei proventi netti da partecipate previsto al 2026. La francese Teréga, la britannica Interconnector e l’emiratina Adnoc sono definite come ” Enablers”di opzionalità del business: non hanno un collegamento con la rete italiana di Snam ma offrono visibilità sul mercato, così come opportunità di business e possibilità rispetto ad evoluzioni di portafoglio. Infine, sono presenti partecipazioni come Italgas e ITM Power, che possono rientrare in una logica più opportunistica.

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Nell’arco di piano Snam, a fronte di un indebitamento atteso salire a circa 18 miliardi di euro nel 2026, prevede di mantenere: ratio di credito, sia di flusso (FFO/Net Debt) sia di stock (Net Debt/Fixed Asset incluse le consociate) coerenti con il merito di credito attuale. Un mix tra debito fisso e variabile di circa 2/3.

Cresce il peso della finanza sostenibile che si prevede passare a circa l’80% al 2026 rispetto a circa il 70% raggiunto a fine 2022, a fronte dell’obiettivo di strutturare le emissioni future di Snam in formato ESG (Sustainability-Linked-Bond oppure Use of Proceeds).