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Cresce la voglia di soluzioni fintech da parte dei risparmiatori italiani. Gli strumenti informatici di gestione del denaro furoreggiano principalmente tra i giovani ma si stanno imponendo anche tra i risparmiatori più evoluti, con gli ETF (fondi a gestione passiva poiché si legano a un indice azionario preesistente o simili) e piani di accumulo (PAC) in cima alle preferenze.

E’ il risultato di un’indagine condotta da Scalable C. che evidenzia come un investitore accorto e saggio è molto attento alla sostenibilità e ai criteri ESG (che  mirano a creare valore per l’investitore e per la società nel suo complesso attraverso una strategia di investimento orientata al medio-lungo termine che, integra l’analisi finanziaria, ambientale, sociale e di buon governo) e diversificazione dei propri investimenti. Oltre la metà dei risparmiatori fa ricorso a soluzioni smart in maniera meticolosa mentre il 20% circa si appoggia a un conto dedicato, diverso da quello utilizzato per le spese correnti.

Investimenti e risparmio quali sono i rischi del 2024

L’impennata dei prezzi si è rivelata il principale inconveniente  per oltre la metà dei risparmiatori; a seguire gli imprevisti finanziari e la mancanza di liquidità. In coda lo scarso controllo delle uscite e gli acquisti improvvisi e immediati. Ne consegue che chi risparmia effettivamente è poco più della metà delle famiglie. Arrancano  la Generazione Z e le donne, tuttora penalizzate dal divario tra generi e irregolarità lavorativa.

La scarsa educazione finanziaria pesa sulla gestione del danaro da parte degli italiani. Oltre la metà non dispone di un budget mensile e dedica poco tempo al controllo delle spese. Di finanza personale se ne parla solo a casa o con i propri congiunti. Malgrado ciò il 60% dei risparmiatori ritiene di avere discrete conoscenze riferibili al risparmio.

Investimenti digitali appannaggio dei giovani

Con riferimento invece agli investimenti digitali, gli ETF e i PAC sono gli strumenti più diffusi, soprattutto dai Millennial, mentre gli appartenenti alla fascia di età più giovane (18-34 anni) sottoscrivono perlopiù fondi passivi, giudicati meno costosi rispetto ad altre forme di investimento e con un orizzonte temporale di medio-lungo termine. Seguono gli investimenti azionari, appannaggio di tutte le fasce d’età.

In testa alla classifica dei risparmi i giovani tra i 25 ed i 34 anni, seguono i Millennial e la Generazione Z  (18-24 anni). Si investe nei comparto dell’energia pulita e del climate change mentre negli ultimi 12 mesi sono raddoppiati gli investimenti nel comparto obbligazionario.