Un’indagine condotta in alcuni paesi europei da Scalable Capital rileva che il 38% degli under 35 investe sempre di più grazie soprattutto all’innovazione tecnologica mentre oltre il 40% degli intervistati sceglie investimenti sui mercati dei capitali. Ad ogni modo la maggior parte opta per investimenti catalogati come “conservativi” e sicuri.
Tuttavia, qualsiasi strumento, che oggi è a disposizione di un investitore per gestire la propria liquidità, deve fare i conti con la politica monetaria della Banca Centrale Europea (BCE) che nel corso dell’anno ha alzato più volte i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali sino al 4,50% con un’inflazione ancora lontana dall’obiettivo del 2%, che per la BCE è indice di stabilità nel medio termine di una situazione economica in crescita.
Quali sono le tipologie di investimento e le motivazioni
D’altro canto, l’investitore conservativo evita i prodotti di investimento più volatili ma vantaggiosi nel medio-lungo termine. Basta ricordare che in tutte le fasce d’età tra quelli che non investono, il 35% circa non lo fa proprio a causa della mancanza di una seria preparazione finanziaria. In Italia oltre i 2/3 dei risparmiatori opta per qualche forma di investimento. Le motivazioni per cui si investe sono molteplici ma la più conosciuta è il far fronte agli imprevisti e la ricerca di una maggior sicurezza finanziaria.
Si investe anche in un’ottica di lungo periodo per la pensione, oppure perchè non c’è altra possibilità per far crescere il proprio patrimonio. Il 40% degli italiani investe in azioni (soprattutto i giovani nonostante siano ancora sotto la media europea), obbligazioni, fondi, mentre il 50% circa opta per investimenti decisamente conservativi come i conti deposito o i piani pensionistici.
Capacità di risparmio dei giovani in aumento
Le prospettive economiche migliorano ma sono soprattutto i giovani a guardare al futuro con ottimismo, seguiti dai Millennials inoltre, nonostante l’inflazione non ancora domata, gli italiani hanno aumentato la propria capacità di risparmio: il 50% circa è riuscito a mettere via qualcosa rispetto al 45% dello scorso anno ed afferma di non aver avuto bisogno di attingere ai propri risparmi per spese impreviste.
Aumenta inoltre l’appeal per gli ETF e sono sempre i giovani ad accogliere con favore questa forma di investimento. Nella fascia d’età 25/35 anni investe il 15% circa, il doppio della media nel confronto con le altre. Più in generale ad oggi il 5% circa degli italiani investe in questo prodotto contro una media europea a due cifre.
Perchè non si investe?
Quasi un italiano su 8 non ha ancora investito ma avrebbe intenzione di farlo nel breve termine: una media questa quasi doppia rispetto agli altri Paesi europei. Solo il 20% circa del campione italiano non ha invece nessuna intenzione di investire, né ora né in futuro. Chi non investe dichiara di avere un reddito troppo basso o poche risorse da investire. C’è chi non investe per scarsa conoscenza dei mercati finanziari o per il troppo stress che questa attività comporterebbe. Nel complesso l’atteggiamento degli italiani nei confronti degli investimenti sta cambiando mentre parallelamente cresce la consapevolezza delle opportunità che i mercatifinanziari possono offrire.ETF
















