Un altro tassello regolamentare va al suo posto nella partita con cui Intesa Sanpaolo punta a ridisegnare gli equilibri della finanza italiana. L’istituto guidato da Carlo Messina ha ricevuto dall’Ivass l’autorizzazione preventiva all’acquisizione delle partecipazioni indirette in Generali e nelle joint venture assicurative Axa-Mps, quote che entrerebbero nel perimetro del gruppo attraverso l’operazione su Monte dei Paschi di Siena. Il semaforo dell’autorità assicurativa arriva mentre sull’operazione resta aperto un altro fronte, quello dell’Antitrust, che ha avviato la propria istruttoria.

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Il via libera Ivass sul dossier assicurativo

L’autorizzazione riguarda la partecipazione in Assicurazioni Generali detenuta indirettamente attraverso Mediobanca e le quote nelle società Axa Mps Assicurazioni Vita e Axa Mps Assicurazioni Danni. Si tratta di un’autorizzazione preventiva e quindi di uno dei passaggi necessari nell’iter dell’operazione, non del via libera definitivo all’intero progetto. Intesa ha ribadito che la partecipazione nel Leone avrebbe natura puramente finanziaria, elemento già indicato pubblicamente dall’amministratore delegato Carlo Messina.

Generali, una partecipazione che pesa sugli equilibri

Il dossier è particolarmente delicato proprio per la presenza di Generali. Secondo quanto emerge dall’istruttoria Antitrust riportata da Repubblica, sotto osservazione c’è anche la partecipazione del 13,3% nel Leone che deriverebbe dalla catena societaria dell’operazione. L’Autorità non avrebbe individuato un controllo di fatto, ma sta valutando se la presenza azionaria possa produrre un possibile disincentivo alla concorrenza. È quindi su questo terreno che la dimensione bancaria dell’operazione incontra direttamente quella assicurativa.

L’Antitrust apre il dossier sulla concorrenza

Il secondo binario dell’iter riguarda infatti l’istruttoria Antitrust. Intesa ha definito l’apertura del procedimento un passaggio atteso e coerente con la prassi prevista per operazioni di questa dimensione. L’esame riguarda, tra gli altri aspetti, le sovrapposizioni nelle attività di raccolta e impiego in numerose province italiane e i possibili effetti derivanti dai legami con Generali. L’avvio dell’istruttoria non equivale dunque a una valutazione negativa sull’operazione: apre la fase nella quale l’Autorità dovrà esaminarne gli effetti concorrenziali.

Il progetto di Messina guarda già al 2029

Per Intesa l’operazione rappresenta un acceleratore della strategia di crescita. Dopo il via libera degli azionisti all’aumento di capitale del 10 settembre, Messina ha indicato per il gruppo risultante obiettivi superiori a 27 milioni di clienti, circa 2 mila miliardi di attività finanziarie della clientela e un utile netto oltre 16 miliardi di euro nel 2029. Per il periodo 2025-2029 Intesa prevede inoltre circa 61 miliardi di distribuzioni agli azionisti, mantenendo, secondo le indicazioni della banca, una patrimonializzazione solida. Si tratta di obiettivi prospettici comunicati dall’istituto e non di risultati già conseguiti.

Una banca già sopra i 5,6 miliardi di utile

La partita parte da numeri particolarmente robusti. Nel primo semestre 2026 Intesa ha registrato 5,6 miliardi di utile netto, con 2,8 miliardi nel solo secondo trimestre, e ha alzato la guidance per l’intero esercizio a oltre 10 miliardi. Le attività finanziarie della clientela hanno superato quota 1.500 miliardi di euro. È questa capacità reddituale a costituire la base finanziaria sulla quale Messina sta costruendo un progetto destinato, nelle intenzioni della banca, ad aumentarne ulteriormente scala e presenza europea.

Ora la partita passa alle autorità

Il via libera Ivass segna quindi un avanzamento, ma non rappresenta il traguardo. Il perfezionamento dell’operazione era stato indicato da Intesa entro dicembre 2026, subordinatamente alle autorizzazioni delle autorità competenti e alle altre condizioni previste dall’offerta. L’attenzione si sposta ora soprattutto sull’istruttoria Antitrust e sugli altri passaggi regolamentari necessari. La posta in gioco va oltre una singola acquisizione: riguarda la costruzione di un gruppo con un peso maggiore nel credito, nel wealth management e nelle assicurazioni e, di conseguenza, nuovi equilibri nel sistema finanziario italiano.