CARLO MESSINA, CEO INTESA SAN PAOLO

La partita per il controllo di Banca Mps entra nella fase decisiva, ma Intesa Sanpaolo non sembra intenzionata ad alzare la posta. L’amministratore delegato Carlo Messina mette un punto fermo sull’offerta pubblica da 3,6 miliardi di euro per Mps: il prezzo proposto, secondo il ceo, rappresenta già il massimo valore sostenibile per il gruppo e non ci sarà spazio per un ulteriore rilancio. Una posizione netta che apre ora una nuova fase del confronto con gli azionisti della banca senese, chiamati a valutare la proposta di integrazione avanzata da Intesa Sanpaolo.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Mps-Intesa, Messina: “L’offerta è equa e non aumenterà”

Intervenendo a margine dell’assemblea annuale dell’Abi, in un’intervista rilasciata all’agenzia Adnkronos, Carlo Messina ha ribadito che Intesa Sanpaolo non intende modificare i termini dell’operazione. “Riteniamo che il prezzo offerto sia il più alto possibile, compatibile con il price earnings”, ha dichiarato l’amministratore delegato, sottolineando come la proposta sia stata costruita nel rispetto degli azionisti e delle regole di mercato.

Secondo Messina, l’offerta rappresenta una valutazione corretta del valore di Monte dei Paschi: “La nostra è un’operazione trasparente, chiara, lanciata sul mercato e rivolta agli azionisti di Mps, ovviamente con il consenso dei nostri azionisti. Credo che la nostra valutazione sia completamente equa rispetto al valore di Montepaschi di Siena”. Il manager ha inoltre ribadito che esiste un limite economico oltre il quale l’operazione non avrebbe più senso per Intesa Sanpaolo: “C’è un prezzo oltre il quale non si può andare”.

Un’operazione da 3,6 miliardi sul tavolo da giugno

L’offerta pubblica di acquisto e scambio è stata annunciata all’inizio di giugno e prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione più 1 euro in contanti per ogni azione Mps. La componente in denaro dell’operazione ammonta a circa 3 miliardi di euro, mentre il valore complessivo dell’offerta raggiunge circa 3,6 miliardi di euro.

La proposta incorpora un premio del 12,5% rispetto al prezzo ufficiale di chiusura delle azioni Mps del 5 giugno 2026. Il riconoscimento agli azionisti sale inoltre al 17,4% rispetto alla media ponderata degli ultimi tre mesi e al 18,7% rispetto alla media degli ultimi sei mesi.

Per Messina, la valutazione proposta riflette quindi un premio significativo per gli azionisti della banca senese, anche alla luce dei multipli di mercato: “Non esiste nessun’altra società in Europa o nel mondo che abbia questi livelli di price earnings”, ha affermato il numero uno di Intesa Sanpaolo.

Verso l’assemblea straordinaria di settembre

Il percorso dell’operazione passa ora dall’approvazione degli azionisti di Intesa Sanpaolo. Il prossimo appuntamento chiave è fissato per il 10 settembre, quando è convocata un’assemblea straordinaria chiamata a deliberare un aumento di capitale fino a 5,7 miliardi di nuove azioni per sostenere l’offerta su Mps. Sul mercato, nella mattinata successiva alle dichiarazioni di Messina, le azioni Monte dei Paschi hanno registrato un rialzo dello 0,50% a 11,54 euro, mentre Intesa Sanpaolo ha segnato un progresso dello 0,20% a 6,352 euro.