Il risiko bancario italiano supera un altro passaggio decisivo. L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo ha dato il via libera all’aumento di capitale destinato a sostenere l’Opas su Monte dei Paschi di Siena, imprimendo un’accelerazione a una delle operazioni più rilevanti nel processo di consolidamento del credito italiano. Il voto degli azionisti consegna ora al consiglio di amministrazione gli strumenti necessari per procedere con l’offerta e sposta nuovamente l’attenzione sulle prossime autorizzazioni e sulla risposta del mercato.
Un consenso quasi unanime
La delibera è passata con il voto favorevole del 96,96% del capitale presente in assemblea, un risultato che certifica il largo sostegno degli azionisti alla strategia elaborata dal vertice di Ca’ de Sass. Il dato conferma le attese della vigilia: nei giorni scorsi il presidente Gian Maria Gros-Pietro aveva previsto un ampio appoggio dei soci, ricordando anche il giudizio favorevole espresso dai proxy advisor.
La delega al cda e le nuove azioni
Al centro dell’assemblea c’era la proposta di attribuire al consiglio di amministrazione la facoltà di aumentare il capitale, in una o più volte, entro il 10 settembre 2027. La delega prevede l’emissione di un massimo di 5,7 miliardi di azioni ordinarie Intesa Sanpaolo, senza diritto di opzione, destinate a essere utilizzate nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto e scambio sulle azioni Mps. È dunque un passaggio tecnico ma essenziale per costruire la componente azionaria dell’operazione.
Una partita da oltre 30 miliardi
L’Opas annunciata da Intesa l’8 giugno si inserisce in un risiko che sta ridisegnando gli equilibri del settore finanziario italiano. Nelle settimane successive all’annuncio, l’operazione su Mps ha un valore nell’ordine dei 30,6 miliardi di euro e, se portata a termine, rafforzerebbe ulteriormente il peso europeo del gruppo guidato da Carlo Messina. La posta in gioco non riguarda soltanto dimensioni e quote di mercato, ma anche assetti azionari e il futuro perimetro industriale del Monte.
Ora la sfida passa all’offerta
Il sì dell’assemblea elimina quindi uno degli snodi societari necessari, ma non chiude la partita. La tabella di marcia prevede che il cda di Intesa deliberi l’aumento al servizio dell’operazione dopo il completamento delle autorizzazioni preventive; seguiranno il via libera della Consob al documento d’offerta e l’apertura del periodo di adesione. È in quella fase che emergerà il vero equilibrio di forze: il sostegno quasi unanime degli azionisti Intesa rappresenta un segnale forte, ma l’esito finale dipenderà dalla risposta degli azionisti Mps e dagli ulteriori passaggi regolamentari.
















