intelligenza artificiale

“Senza Federico Faggin la Silicon Valley sarebbe stata semplicemente una Valley”. Questa frase l’ha detta Bill Gates a proposito del fisico e scrittore italiano, che  nel 1971 ha inventato il primo microchip riducendo i computer alla dimensione di oggi, mentre prima erano grandi come una stanza. 

Federico Faggin, intervistato dal direttore di Economy Sergio Luciano, è intervenuto all’evento celebrativo per i vent’anni di Economy dedicato ai “Primi e ai prossimi vent’anni di Economy e dell’Economia Italiana” per affrontare i temi fondamentali che riguardano lo sviluppo della scienza e il futuro che passa, giocoforza, da due crocevia importanti: il cambiamento climatico l’intelligenza artificiale

“Stiamo vivendo un momento cruciale della nostra storia, perché con il cambiamento climatico che è alle porte con la rivoluzione dell’AI,- ha detto Faggin – che è arrivata a un punto cruciale con ChatGpt, che permette di comunicare con il computer, ci sono possibilità enormi per noi di trasformarci in società. Dobbiamo capire la nostra vera natura. Oggi gli scienziati ci dicono che siamo macchine. Noi siamo esseri spirituali, perché noi siamo corpi quantistici. Questo è l’essenza del libro che io ho scritto recentemente che fa vedere come la fisica quantistica sia un’informazione che non si può conoscere da fuori. Ci siamo chiesti come sia possibile, che ci sia una conoscenza che non si può conoscere da fuori. Siamo arrivati a una nuova teoria, che ci dice che l’informazione quantistica è un’informazione cosciente di un ente cosciente. Noi non siamo macchine. Siamo fatti di cellule e la cellula ha una capacità di dividersi in due. Il computer è fatto di una materia mentre la cellula continua a rinnovarsi. Questo cambia l’idea di chi siamo. Gli esseri umani potranno migliorare solo se lavoreranno insieme, come fanno le cellule”. 

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Sarà l’intelligenza artificiale a salvarci dal cambiamento climatico

Nel corso del suo intervento Faggin  è intervenuto toccando vari campi del sapere nel dialogo con Sergio Luciano, tra scienza, spiritualità ed economia. “L’identità nostra una volta creata non muore mai. – continua – Ecco che quando il corpo muore non andremo da nessuna parte. Siamo sempre esistiti e continueremo a esistere. É l’unica interpretazione corretta secondo noi che l’informazione quantistica non è clonata. Ecco un modo di concepire che ci permetterà di usare le macchine per il bene comune e non uno contro l’altro. L’intelligenza artificiale diventa un mezzo che ci permetterà di risolvere il problema del cambiamento climatico solo lavorando insieme”. 

Metà dell’umanità è entusiasta l’altra metà teme di essere travolta. Cosa possiamo immaginare?

“Se viene capita e accettata può cambiare il modo in cui interagiamo con noi stessi. É il principio della cooperazione come le cellule del nostro corpo cooperano l’uno con l’altra. Non c’è soluzione, solo perché si accetti questa cosa. Credere a un dogma, invece che a un altro, non è la soluzione. Implica che una persona non abbia sufficiente coerenza dentro di sé per capire. La coscienza ci permette di capire. L’intelligenza artificiale è cieca. Sono solo simboli che giocano con altri simboli”. 

Mercato e politica. Gestire un divenire così incredibile, può essere materia esclusiva del mercato e dell’impresa. O richiede convergenza tra politica e business? 

“Richiede la capacità di armonizzare tra parti fondamentali di noi, ma anche l’inventiva, la creatività o il cuore o la pancia, la capacità di prendere azioni coraggiose, di agire nell’interesse di tutti, anche contro il proprio interesse. Il coraggio viene dal cuore. Questo nuovo modo di essere dev’essere quello di chi ci governa. Se ha interesse solo per l’economia e non per l’interesse globale di tutti, abbiamo un problema. L’unica soluzione è che le persone che sono in grado di dirigerle emergano dalla società, perché altrimenti avremo problemi molto grossi davanti. Il problema è nostro l’abbiamo creato noi e quindi dobbiamo risolverlo, per il bene non solo dell’ecosistema, ma soprattutto nostro, perché il pianeta se non troviamo noi la soluzione la troverà lui: eliminandoci. Lo dobbiamo fare per noi stessi, ma anche per l’ecosistema”. 

Bill Gates si è espresso sulla tassazione delle macchine per restituire reddito all’umanità.

Io penso che sia necessario capire come gestire lo spostamento di persone che possono fare soltanto lavori che verranno eseguiti dai robot. Mettere una tassa e basta non serve a meno che non vengano rieducate le persone che sono state spostate. Lasciare ai privati l’obbligo che se comprano un robot devono istruire le persone. Creare un modo per rieducare le persone. Società private che aiutino le persone a riparare i robot e dare lavoro.