L’Intelligenza Artificiale (AI) è ormai entrata nelle aziende italiane, ma nella maggior parte dei casi resta confinata alla fase di sperimentazione e fatica a diventare parte integrante dei processi di business. A fotografare questo scenario è l’Osservatorio realizzato da 42Skills, società specializzata nello sviluppo delle competenze in ambito marketing, vendite, digitalizzazione e AI, sulla base di una serie di survey condotte in collaborazione con ICE e CNR.
I numeri raccontano un fenomeno ormai diffuso: oltre l’80% delle aziende ha già sperimentato soluzioni di AI e quasi nove su dieci hanno utilizzato strumenti di AI generativa come ChatGPT. Tuttavia, soltanto il 9,6% dichiara di utilizzare l’AI in modo regolare all’interno di diversi processi aziendali, mentre appena l’11,1% ritiene che la propria organizzazione ne abbia fatto un uso realmente strutturato e continuativo.
L’AI viene impiegata principalmente per la produzione di contenuti, ma le aspettative delle imprese sono molto più ampie. Le principali aree di interesse riguardano soprattutto la ricerca di nuovi clienti, lo sviluppo commerciale, l’internazionalizzazione e l’analisi dei mercati.
Se l’interesse verso l’AI è ormai diffuso, il principale ostacolo alla sua adozione non è la tecnologia. Il dato più significativo riguarda infatti le competenze. Nel sondaggio realizzato insieme al CNR, il 51,1% dei rispondenti indica la mancanza di competenze interne come principale barriera all’implementazione dell’AI. Parallelamente, oltre la metà del campione dichiara di non sentirsi sufficientemente preparata a utilizzare questi strumenti nelle attività di marketing internazionale, export e sviluppo commerciale.
“I dati dell’Osservatorio mostrano un fenomeno molto chiaro: le aziende stanno adottando l’Intelligenza Artificiale più velocemente di quanto riescano a sviluppare le competenze necessarie per utilizzarla in modo efficace. Oggi il vero rischio non è restare senza AI, ma utilizzarla senza metodo. La sfida non è tecnologica: è organizzativa e riguarda la capacità di trasformare gli strumenti in risultati concreti e misurabili”, ha commentato Francesco Colicci, fondatore di 42Skills.
L’Osservatorio restituisce così l’immagine di un sistema imprenditoriale che ha già compiuto il primo passo verso l’adozione dell’AI, ma deve ancora sviluppare competenze, processi e modelli organizzativi capaci di trasformare la sperimentazione in valore concreto. È quello che 42Skills definisce un vero e proprio “execution gap”: la distanza tra l’utilizzo degli strumenti e la capacità di generare risultati continui, concreti e misurabili.















