intelligenza artificiale
Daniela Santanchè e Daniele Panfilo

Sta per arrivare un codice di condotta nell’uso dell’intelligenza artificiale per il riutilizzo dei dati sanitari a fine di ricerca in Regione Lombardia in collaborazione con la DG Welfare. L’annuncio è stato dato il 12 febbraio 2024 a Palazzo Pirelli in un evento patrocinato da Regione Lombardia e MUR “Generare per condividere: Dati Sintetici per un uso etico dell’Intelligenza Artificiale” promosso da Aindo, startup nata dalla Sissa di Trieste e insediata in Area Science Park nel campus di Padriciano, che ha brevettato la piattaforma di generazione dei dati sintetici. Daniele Panfilo, co-fondatore e CEO di Aindo, ha presentato la tecnologia dei dati sintetici e il suo contributo innovativo specialmente a favore della ricerca sanitaria. Presenti anche i membri di Governo Daniela Santanchè, Licia Ronzulli Vice Presidente del Senato e Paola Frassinetti (sottosegretaria al MIM); insieme al Vicepresidente della Regione Lombardia Marco Alparone e all’Assessore alla Ricerca Alessandro Fermi hanno dibattuto sul valore della ricerca di frontiera in Italia.  Sono intervenuti parlamentari e consiglieri regionali tra cui Anna Dotti (Presidente della VII Commissione regionale).

La piattaforma Aindo in uso gratuito alle università italiane

All’evento ha partecipato Aindo,  startup nata dalla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste,  che ha sviluppato e brevettato una tecnologia di generazione di dati sintetici. Al centro della tavola rotonda la tecnologia generativa dei dati sintetici che permette di elaborare, analizzare e scambiare informazioni tutelando la privacy degli individui. Daniele Panfilo, co-fondatore e CEO di Aindo ha spiegato: «L’impiego di grandi quantità di dati per la ricerca scientifica apre nuovi orizzonti: essendo generati artificialmente mediante Intelligenza Artificiale. Questi consentono di tutelare la privacy degli individui e al contempo favorire il progresso tecnologico. Tuttavia crediamo fermamente che per sfruttare appieno il potenziale dei dati sintetici sia essenziale intavolare una discussione sull’AI non solo nella comunità scientifica ma anche con i decisori politici; soprattutto in vista delle scelte che prossimamente troveranno espressione nella nuova strategia nazionale sull’AI ma anche negli indirizzi che il G7 adotterà durante la Presidenza italiana nel 2024». ha poi concluso: «Ritengo fondamentale mettere a disposizione della ricerca e dell’innovazione il patrimonio informativo contenuto nei dati, in maniera sicura libera ed efficiente, per questo abbiamo annunciato la disponibilità all’uso gratuito della nostra piattaforma a tutte le università italiane che dovessero farne
richiesta».

Daniele Panfilo

La posizione del governo italiano

«Sull’uso dell’intelligenza artificiale persistono ancora molti dubbi e divisioni, e c’è ancora molto scetticismo. Il governo italiano ha una posizione pragmatica, concentrata a normare gli aspetti etici. L’intelligenza artificiale potrà dare un impulso notevole alla produttività e all’industria ma, per utilizzarla al meglio, occorre realizzare il trasferimento tecnologico dal mondo dell’Accademia a quello dell’impresa»  ha aggiunto Valentino Valentini, Viceministro delle Imprese e del Made in Italy. «Uno degli aspetti affrontati nel G7 di cui assumiamo la Presidenza è proprio la possibilità di fare circolare le informazioni in maniera sicura: i dati sintetici consentono di cogliere a pieno il valore contenuto nei dati, condividendoli in sicurezza e migliorando i modelli. Se utilizzata in maniera razionale e con una capacità anche di ingegnosità tipica del made in Italy, questa tecnologia può condurre a veri risultati» ha detto Alessio Butti, Sottosegretario Innovazione per la Presidenza del Consiglio.

 

La carenza dei dati

Nel corso del convegno sono stati affrontati anche alcuni temi legati al futuro di questa nuova tecnologia. «Sappiamo che istruire l’AI ha un costo elevatissimo in termini di informazioni – ha continuato Butti – e che le soluzioni sperimentate finora non sono più sostenibili. Qualcuno parla già di “carestia dei dati”: questi non garantiscono infatti una qualità adeguata, sono inutilizzabili a causa dei bias, contengono informazioni personali riservate (è il caso del settore sanitario). I dati sintetici sembrano offrire un’ottima soluzione al problema: sono economicamente sostenibili, scalabili, condivisibili e soprattutto sono eticamente accettabili. Il Governo lavora per offrire alle imprese operanti nel settore dell’intelligenza artificiale, come Aindo, il massimo sostegno e incoraggiamento: con l’AI Act abbiamo dato una cornice normativa rigorosa all’innovazione, attraverso partnership con le pubbliche amministrazioni e il settore accademico, puntiamo a promuovere la collaborazione tra sapere scientifico e iniziativa imprenditoriale». Sul tema della privacy si è soffermato il Vicepresidente di Regione Lombardia Marco Alparone, che spiega: «La trasformazione digitale e l’ingresso delle nuove tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, saranno una risorsa in termini di qualità e sostenibilità del sistema sociosanitario. La regolamentazione sull’utilizzo dei sistemi dotati di AI, dovrà garantire la sicurezza, la protezione, la qualità e la validità dei dati, per accompagnare l’ingresso delle nuove tecnologie assicurando la tutela del cittadino».

Mario Alparone
Mario Alparone

Quali tecnologie possono indirizzare l’intelligenza artificiale

A livello pratico ci sono già paesi che si stanno attrezzando in questo senso. «La tecnologia non va fermata, ma orientata al perseguimento di fini utili all’individuo nel pieno rispetto dei suoi diritti. Un intervento normativo da parte della Regione potrebbe delineare le linee guida e i principi per l’adozione delle nuove tecnologie, stimolando quel dialogo virtuoso di cui ha parlato anche il sottosegretario Butti. Tecniche come la sintetizzazione dei dati o il federated learning nel settore sanitario stanno ottenendo risultati significativi negli Stati Uniti e in Germania: credo che queste tecniche possano essere estremamente
utili anche per la nostra Regione, specialmente in un sistema sanitario che mira sempre più all’efficienza operativa e alla personalizzazione delle cure». conclude Anna Dotti, Presidente della VII Commissione del Consiglio regionale della Lombardia. Per lo sviluppo delle nuove tecnologie un ruolo chiave lo gioca anche il mondo universitario, rappresentato al convegno da Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato, Ministero Istruzione e Merito: «Sempre di più – ha detto – università e impresa collaborano negli atenei per creare iniziative che coinvolgano attivamente gli studenti, come bandi o hackathon, il cui scopo è promuovere
un’istruzione di qualità che prepari gli studenti ad affrontare le sfide che li
attendono nel mondo del lavoro e li equipaggino di competenze necessarie per avere successo nel settore in continua evoluzione della tecnologia».

L’intervento di Regione Lombardia sull’intelligenza artificiale

A livello pratico la Regione si sta già muovendo istituendo una governance sul tema.  «Interpretare, regolare, valorizzare e orientare in funzione del bene comune le opportunità offerte dai processi trasformativi indotti dalle tecnologie di Intelligenza Artificiale è una delle più importanti sfide che la Lombardia, col suo DNA intriso di ricerca e innovazione, è chiamata oggi ad affrontare – afferma l’assessore regionale Alessandro Fermi, che ha una delega ad hoc dedicata proprio all’Intelligenza Artificiale.  – Ho recentemente comunicato alla Giunta l’avvio di un’iniziativa di governance dedicata all’Intelligenza Artificiale, denominata “LombardIA”. Il primo passo come già annunciato sarà la costituzione di un board di esperti, a cui chiederemo di mettere a disposizione le proprie competenze e conoscenze in un ruolo consultivo e propositivo. Ma non ci fermeremo qui. Oggi, in accordo con le altre direzioni competenti, sono lieto di annunciare che stiamo lavorando alla stesura di un Codice di Condotta, da sottoporre a parere del garante della Privacy, per l’utilizzo di dati, opportunamente dati, opportunamente trattati, a fini didattici e di ricerca. Il nostro obiettivo è essere all’avanguardia, dotando le nostre strutture delle migliori tecnologie possibili, nel pieno rispetto dei diritti degli individui. In questo modo, saremo in grado di tenere il passo con l’innovazione etica, fornendo ai centri di ricerca e agli enti regionali i migliori strumenti che la tecnologia può offrire, preparandosi per tempo all’entrata in vigore del regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI ACT) che proprio in materia di dati e mobilità sicura del dato anche sanitario dedica diversi articoli».

Come si raccolgono i dati di Aindo

I dati sintetici di Aindo non sono raccolti empiricamente, ma generati artificialmente attraverso modelli di machine learning. Questi sono in grado di creare informazioni artificiali che riproducono fedelmente le caratteristiche e i comportamenti di quelli reali. I dati sintetici così generati mantengono quindi l’utilità statistica contenuta nei dati originali. Essendo artificiali, sono privi di informazioni sensibili e possono pertanto essere scambiati e analizzati in modo sicuro, senza rischi per la privacy degli individui. I dati sintetici consentono di applicare le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale in ambiti ad alto impatto sociale e di business, come la ricerca in ambito sanitario o lo sviluppo di tecnologie per i mercati finanziari. I dati sintetici vengono impiegati da Aindo per ricerche e studi di settore, al fine di aiutare la comprensione di fenomeni socioculturali e contribuire a migliorare la vita delle persone.