Nel 2023 in Italia le insolvenze creditizie aumenteranno nettamente rispetto all’anno prima, per 8.900 casi, con un +24%. E’ la previsione triste ma fondata che arriva da Allianz Trade, la ex Euler Hemes, società controllata dal colosso finanziario tedesco e specializzata in credito all’export. A fronte di quest’aumento c’è però una notiia confortante, e che cioè quest’anno le insolvenze saranno inferiori ai livelli raggiunti prima del Covid, evidentemente la ripresa economica ha fatto sentire i suoi effetti.

Luca Burrafato, Responsabile Paesi Mediterranei, Medio Oriente e Africa per Allianz Trade, afferma: “La ripresa post-lockdown e le varie misure di sostegno statale avevano contenuto con successo il numero di insolvenze in tutti i settori da -9% (anno su anno) per agricoltura e alberghi/ristoranti, a oltre -20% nella maggior parte dei settori. L’attuale contesto economico però ha fatto ripartire l’indicatore con una crescita a doppia cifra prevista nel 2023 (+24% rispetto al 2022) toccando quota 8.900 casi, per poi raggiungere i 9.800 casi nel 2024 (+10% rispetto al 2023)”. Intanto però la modifica del Codice della Crisi d’impresa sta conducendo ad una maggiore propensione a utilizzare procedure stragiudiziali per raggiungere accordi con i debitori, in modo da garantire una maggiore continuità alle aziende in difficoltà. E gli accordi stragiudiziali spesso prevengono l’insorgere di vere e proprie insolvenze. Più in dettaglio, alcune tra le variazioni maggiori si osservano in Emilia Romagna, Campania e Piemonte. Il livello delle insolvenze giuridiche più elevato riguarda, con un +100%, metalli, commodity, software e servizi It, trasporti e logistica. Solidi i settori Farmaceutico e Computer/Telecomunicazioni, nei quali le insolvenze crollano dell’83%.