Innovazione e sostenibilità: Carrera punta al jeans 4.0 senza perdere l’identità

Per me sostenibilità non significa usare energie rinnovabili, passare al fotovoltaico in tutti i negozi o adoperare packaging da cartone riciclato, azioni che oramai poniamo in essere sistematicamente e da diverso tempo nei nostri store, ma garantire alle duemila operaie che abbiamo in Tagikistan uno stipendio dignitoso ogni mese. Allo stesso modo, sostenibilità vuole dire – per come la vedo io – ridurre l’impatto ambientale con comportamenti responsabili, che vadano a tutelare le acque utilizzate per le lavorazioni industriali attraverso i depuratori e la re-immissione di quelle stesse acque nel circuito locale, a beneficio delle comunità del posto”. Gianluca Tacchella, Ceo di Carrera Spa Italy, rappresenta la seconda generazione del noto marchio di denim italiano fondato 55 anni fa a Caldiero (Verona) e sul concetto di sostenibilità ha le idee chiare.

“Il nostro desiderio era quello di avere una filiera più corta e sostenibile possibile. Per questo motivo abbiamo creato i centri di produzione in un territorio che offrisse le migliori condizioni per il cotone di prima qualità”, aggiunge. “Il cotone Tajiko – spiega – è uno dei migliori in fatto di resistenza, perfetto per produrre jeans. La raccolta a mano garantisce l’integrità della fibra e un miglior rispetto dell’ambiente”. Un’attenzione che deve tuttavia conciliarsi con la velocità dei tempi, che impongono processi aziendali sempre più rapidi e dipendenti aggiornati. Per far questo, Carrera utilizza le misure di Fondimpresa, che con interventi formativi ad hoc migliora la capacità delle risorse umane di adattarsi alle richieste del mercato e del cliente.

Filati ecosostenibili

L’associazione “Vegan Ok” ha rilasciato un’apposita certificazione all’azienda Carrera in quanto realtà attenta e sensibile al rispetto e tutela dell’ambiente e delle persone. Ma green e rispettoso della salute del consumatore è anche l’Aloe Vera Jeans. Si tratta di un trattamento pensato come strumento di benessere. L’aloe contenuto nella fibra, infatti, ha proprietà igienizzanti, idratanti, nutrienti e rinfrescanti. Inoltre migliora le qualità isolanti del cotone, rendendo il pantalone più caldo d’inverno e più fresco d’estate.

L’innovazione silenziosa

“Quando passo a riprendere l’auto in garage vedo sempre la mia Golf. Certo, rispetto a cinque anni fa avrà più tecnologie al suo interno, un design al passo con i tempi, un numero di funzioni maggiore ma è sempre la stessa auto. Che sento mia. E’ ciò che cerchiamo di fare anche con i jeans. Fare in modo cioè che la persona riveda allo specchio la sua identità. Si tratta di un’innovazione silenziosa, in cui i cambiamenti avvengono sul piano della qualità e delle tecnologie, rendendo i tessuti più comodi e performanti, ma senza che il cliente si senta fuori posto”. E’ il concetto chiave di Carrera, innovare nella tradizione, che Gianluca Tacchella spiega bene con questo parallelismo con le auto. Una logica che si estende anche al prezzo. “I nostri prezzi sono congrui grazie alla filiera corta – conclude il Ceo –, che ci consente di far entrare una materia prima di qualità e far uscire un pantalone finito nello stesso sito, assicurando anche la certificazione in blockchain. Produciamo jeans per la massa e non ci vergogniamo di dirlo. I nostri prezzi sono competitivi per la scelta fatta anni fa di aprire due fabbriche a ciclo integrato. E il nostro tessuto resiste nel tempo perché utilizziamo una quantità di cotone maggiore rispetto agli altri. E’ una scelta insieme strategica e di buonsenso, che abbina tecniche artigianali, innovazione ma soprattutto responsabilità sociale”.