L’Unione europea alza il livello dell’attenzione sulla sicurezza digitale dei più giovani e punta a rafforzare il quadro normativo che disciplina l’ecosistema delle piattaforme online. Dopo la pubblicazione del rapporto del Panel speciale di esperti sulla sicurezza online dei minori, istituito dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, anche il Parlamento europeo chiede un’applicazione più rigorosa delle norme già esistenti e nuove misure capaci di rispondere all’evoluzione dei social network, dell’intelligenza artificiale e dell’economia degli influencer. L’obiettivo è costruire un ambiente digitale più trasparente, responsabile e orientato alla tutela dei minori.

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Più responsabilità per le piattaforme digitali

Tra le richieste avanzate dalla Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo emerge la necessità di rafforzare la trasparenza algoritmica, consentendo una maggiore comprensione dei criteri con cui vengono suggeriti contenuti e inserzioni agli utenti. Gli eurodeputati propongono inoltre l’introduzione di una “modalità giovani”, che preveda la disattivazione della pubblicità comportamentale e di altri meccanismi di profilazione per gli utenti minorenni, limitando così l’esposizione a contenuti commerciali personalizzati e riducendo i rischi legati all’utilizzo intensivo delle piattaforme.

Influencer e creator verso un codice di condotta europeo

Uno dei punti più significativi riguarda la proposta di sviluppare un codice di condotta europeo dedicato agli influencer. L’iniziativa punta a definire standard comuni in materia di trasparenza, correttezza delle comunicazioni commerciali e responsabilità nei confronti del pubblico più giovane. In un mercato che genera ricavi sempre più consistenti per piattaforme, creator e brand, Bruxelles intende favorire regole uniformi che aumentino la fiducia degli utenti e garantiscano una maggiore chiarezza nelle attività promozionali svolte sui social network.

Intelligenza artificiale e tutela dei minori

Il Parlamento europeo richiama anche l’attenzione sui cosiddetti AI companions, sistemi di intelligenza artificiale progettati per interagire con gli utenti attraverso conversazioni sempre più realistiche. Gli eurodeputati chiedono l’introduzione di standard etici specifici e di limiti alle funzionalità che possono favorire dipendenza o influenzare il comportamento dei più giovani. Nel documento viene inoltre ribadita la necessità di contrastare fenomeni come lo sharenting, ossia la diffusione eccessiva di immagini e informazioni sui minori da parte dei genitori, considerato un tema sempre più rilevante sotto il profilo della privacy e della sicurezza digitale.

Norme esistenti e nuove sfide regolatorie

La posizione del Parlamento si inserisce nel percorso già avviato dall’Unione europea con strumenti come il Digital Services Act (DSA) e l’AI Act, ma sottolinea come la sola approvazione delle norme non sia sufficiente senza una piena attuazione e controlli efficaci. L’obiettivo è creare un ecosistema digitale capace di coniugare innovazione, sviluppo economico e protezione dei diritti fondamentali, in un contesto in cui l’economia delle piattaforme continua ad assumere un peso crescente per imprese, inserzionisti e consumatori.