Federal Reserve rialzo tassi
Jerome Powell, presidente della Fed

Inflazione Usa in calo a giugno al 3%. Le borse hanno festeggiato – Piazza Affari ieri ha chiuso in  aumento dell’1,8%, su anche Wall Street -, ma a ben vedere il dato va ridimensionato per due motivi. Primo, il calo su base tendenziale è rispetto al mese di giugno del 2022, quando l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia aveva fatto rapidamente impennare i prezzi dell’energia. Secondo, la temuta inflazione di fondo, quella che escludo i costi volatili di cibo ed energia, è aumentata solo dello 0,2% su base mensile, per la prima volta da sei mesi sotto lo 0,4 per cento, ma resta comunque molto alta: 4,8% dal 5,3% di maggio. Ecco perché i verbali dell’ultima riunione della Fed di metà giugno, diffusi una settimana fa e citati dal Sole 24 Ore, hanno confermato la determinazione a riprendere la stretta.

Inflazione Usa in calo, ma quella di fondo resta alta: la Fed alzerà ancora i tassi

«Il comitato crede chiaramente che ci sia altro lavoro da fare, che ulteriori aumenti dei tassi potrebbero essere appropriati nel corso dell’anno», ha detto il presidente della Fed Jerome Powell. Il Federal Open Market Committee ha una maggioranza netta per insistere nei rialzi dei tassi per contenere l’inflazione. Ieri il Beige Book, il rapporto sullo stato dell’economia americana elaborato ogni sei settimane dalla Fed sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera, ha sancito che l’attività economica negli Stati Uniti è «migliorata leggermente» nelle ultime settimane, mentre per i prossimi mesi si prevede sempre una «crescita lenta».

Permangono le tensioni inflattive legate al costo del lavoro. A giugno i progressi in termine di nuovi occupati sono stati i più contenuti degli ultimi due anni e mezzo, ma il tasso di disoccupazione è sceso vicino ai minimi storici (al 3,6% dal 3,7%) e soprattutto la crescita salariale è stata ancora sostenuta (+0,4% nel mese e +4,4% nell’ultimo anno). Secondo le indicazioni di FedWatch di Cme, i mercati finanziari hanno già scontato un aumento del tasso di interesse di 25 punti base alla riunione di fine luglio della Fed. Meno certo, anche sulla scorta dei dati diffusi ieri sui prezzi, un secondo rialzo entro dicembre.