Inflazione Bce

Philip R. Lane, capo economista e membro del comitato esecutivo della Bce, in occasione dell’evento Cosa attende le economie dell’area dell’euro? ha detto la sua in merito alla forte inflazione che sta riguardando l’Eurozona e di come i Paesi coinvolti saranno interessati dal fenomeno nel corso dei prossimi anni. Secondo Lane c’è un altro anno di un’inflazione che si attende avere uno slancio al di sopra degli obiettivi“. Dopo tale periodo “la dinamica dell’inflazione sarà di circa il 2%”.

Inflazione, l’avvertimento della Bce

“È improbabile che l’economia si stabilizzi rapidamente in un nuovo stato di equilibrio stazionario neutro – ha sottolineato ancora Lane – non è così facile prevedere una normalizzazione”. Il motivo per il membro del comitato esecutivo della Bce sarebbe da ricercare nella moltitudini di fattori in ballo, dalle incertezze legate all’inflazione e al conflitto ancora in corso in Ucraina.

“In termini di un orientamento generale è chiaro – ha detto Lane – a un certo punto muoveremo i tassi non solo una volta ma di più. Abbiamo avuto choc ciclici che determineranno il passo e la velocità della normalizzazione e stiamo vedendo un cambiamento nelle condizioni di finanziamento, ma questo non avviene nottetempo”.

L’inflazione, in Europa, sta effettivamente mettendo a serio rischio la stabilità di molte economie nazionali, specie fuori dall’eurozona. In Regno Unito è previsto un picco inflazionistico che potrebbe arrivare al 10% entro la fine dell’anno (previsione della Bank of England), motivo per il quale la Banca d’Inghilterra ha optato per un nuovo rialzo dei tassi di interesse che dallo 0,75% sono arrivati all’1%. C’è poi il caso della Turchia, dove l’inflazione su base annua è arrivata al 69,97% ad aprile, ovvero un +7,25% rispetto marzo. In questo caso si tratta di un fenomeno già da tempo in corso che, con i recenti sviluppi, ha visto una sua più marcata implementazione.