Inflazione quanto costa fare la spesa

Il mese di giugno 2022 ha visto l’inflazione in Italia crescere ai livelli che la stessa non vedeva dal 1986, quando cioè lo scoppio della centrale nucleare di Chernobyl aveva fortemente turbato i mercati internazionali. È una situazione di grande disagio per le famiglie e i consumatori che, in solo un mese – da maggio a giugno 2022 -, hanno visto l’indice nazionale dei prezzi al consumo crescere dell’1,2%. Ma con questi livelli di inflazione quanto costa fare la spesa e, sopratutto, quali sono i settori maggiormente colpiti?

Inflazione, quanto costa fare la spesa?

L’aumento inflazionistico registrato in Italia è in linea con quanto sta avvenendo nel resto d’Europa, dove si registra una media di più 8,6%. Secondo quanto riportato dalle associazioni dei consumatori, queste percentuale vorrebbero dire un aumento complessivo di spesa delle famiglie pari a circa 2.400 euro all’anno, con la cifra che salirebbe a 3.100 euro nel caso in cui fossero presenti due figli.

Le stesse associazioni hanno analizzato le voci che maggiormente risentono dell’aumento generale dei prezzi, arrivando così a stimare le cifre di cui sopra. Più nel dettaglio, negli alimentari, si registra una crescita importante per frutta e soprattutto verdura, rispettivamente del +10,8% e dell’11,8%, ma anche di farina (+18,7%), pasta (+20,5%) e burro (+23,3%).

“I prezzi dei prodotti alimentari – ha detto al Sole 24Ore il presidente di Assoutenti Furio Truzziregistrano una impennata record, aumentando del +7,4% rispetto allo scorso anno e del +1,2% in un solo mese. Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +554 euro annui“.

Ci sono poi gli aumenti di spesa per i trasporti, da intendersi sia come carburanti, ma anche come viaggi e servizi ricettivi. Ecco dunque che, rispetto al 2021, i biglietti aerei sono praticamente raddoppiati, mentre il prezzo degli alberghi registra un +18,1% su base annua.

Gli italiani subiscono dunque una situazione sempre più gravosa che, in assenza di concreti interventi governativi, potrebbe portare a scenari ben più dispendiosi nel corso dei prossimi mesi. Le cause della forte spinta inflazionistica sono da riportare naturalmente alla periodo di ripresa post pandemica, cui però si aggiunta gravosamente la guerra in Ucraina, la crisi delle materie prime, il caro carburanti e, più di recente, la siccità.