Infelici al lavoro

Solo il 7% dei lavoratori è felice del proprio impiego. Lo dice una ricerca del Politecnico di Milano, che sancisce come in questo periodo si sia raggiunto il massimo storico dell’infelicità. Per la precisione nel giugno 2023. I più scontenti sono gli impiegati nella sanità. E questo, come confermano diversi studi, incide sulla produttività e sulla longevità delle aziende. 

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Secondo un’indagine di Gallup gli italiani sono anche gli ultimi in Europa per il coinvolgimento sul lavoro. Il perché è semplice: si lavora troppo e male. Solo il 5% dei lavoratori si sentirebbe coinvolto nelle attività svolte. E poi ci sono le richieste sempre più pressanti, la routine lavorativa e la mancanza di approcci innovativi. Una delle soluzioni che sono state messe in campo negli ultimi anni è quella del lavoro ibrido che gli stessi lavoratori richiedono sempre di più. Da un lato ha incrementato la soddisfazione, ma dall’altro ha anche reso necessario organizzare con più regolarità meetup lavorativi di team per evitare l’insorgere di senso di alienazione e isolamento ed aumentare i livelli di engagement interni. Gestire questi momenti in un modo efficiente diventa necessario per le aziende, per evitare sprechi di tempo e di risorse. 

Con Smace è più semplice lo smart working

Fortunatamente, ci sono alcuni modi per intervenire e seguire questa tendenza. Per rispondere a questa esigenza, SMACE, acronimo di Smart Work in a Smart Place, grazie alla sua piattaforma, punta a semplificare questi processi fornendo alle aziende luoghi e modalità per fare riunioni e viaggi di lavoro smart e di valore per tutti.

 

«Il benessere dei lavoratori è un tema sempre più centrale per aziende di ogni settore e dimensione. Il recente fenomeno della ‘great resignation’ è anche figlio di una scarsa attenzione verso attività che accrescono la felicità delle persone in azienda: solo nel 2022 sono state registrate 1,7 milioni di dimissioni volontarie (+22% rispetto al 2021); ora come non mai è necessario motivare i propri talenti e adottare soluzioni efficaci, abbracciando poche e semplici regole per risolvere questo problema. Come ad esempio il saper organizzare efficacemente e con più regolarità meetup lavorativi di team, che incrementino in modo drastico l’efficienza di questi eventi, rendendoli più produttivi e smart». Spiegano Andrea Droghetti e Marta Romero, co-founder di SMACE.

 

Il decalogo per la riunione perfetta: a cosa prestare attenzione

Addirittura si è arrivati a fissare dieci regole per gestire al meglio una riunione.

Attenzione alla location. Fondamentale scegliere il luogo più adatto in base al tipo di riunione. Uscire dall’ambiente classico dell’ufficio e scegliere un luogo terzo può aiutare notevolmente.

Rispettare il budget. È essenziale avere una stima realistica del budget a disposizione per il tuo evento.

Partire avvantaggiati con l’allestimento. L’impostazione degli spazi (tavoli, sedie, assetto dei partecipanti) può definire il modo in cui avverrà la riunione e contribuire in modo forte allo scambio di idee e confronti costruttivi. 

Dotarsi di un’agenda. Importante è strutturare in anticipo un piano chiaro di come si svolgerà il meetup.

Ricordarsi di fare delle pause. È ideale ipotizzare almeno un break durante il mattino ed uno al pomeriggio. Le pause brevi sono estremamente efficaci per la mente e la produttività.

Creare maggiore livello di attenzione. Anziché vincolarsi a lunghi e noiosi ordini del giorno, è bene lavorare sul creare maggior coinvolgimento con domande, sondaggi interattivi e confronti. 

Appuntare le idee più interessanti. Per l’intera durata del meetup non bisogna dimenticare di prendere nota dei contenuti e spunti emersi.

Avere il giusto numero di partecipanti. Le riunioni possono perdere in qualità con l’aumentare delle dimensioni.

Mettere al centro la tecnologia. A supporto della riunione, è bene non dimenticare di usare la tecnologia. Sono tantissimi i tool e gli strumenti per rendere il meeting più interessante e coinvolgente.

 

Concludere bene e raccogliere feedback. È il momento di capire come è andata. La soddisfazione del team resta l’elemento più importante E per scoprire se l’iniziativa è stata utile non bisogna dimenticare di raccogliere feedback per verificare che tutti abbiano recepito quanto affrontato in riunione e siano effettivamente pronti a passare all’azione.