Grande incertezza nelle ultime in merito al piano di Kkr per Tim. Gli uffici della Consob stanno lavorando sulla vicenda Telecom a 360 gradi, dal momento che il Testo Unico della Finanza assegna all’Autorità di mercato il potere di intervento in determinati contesti.
Consob cosa fa la commissione presieduta da Savona
Mentre si attende che venerdì 3 novembre l’a.d. di Tim Pietro Labriola valuti assieme ai suoi l’offerta del fondo Usa, il piano alternativo presentato da Merlyn e RN Capital è finito sotto i riflettori di Consob perchè sembra partire da una posizione inferiore alla soglia informativa del 370. E Tim non ha ancora ricevuto da Merlyn le informazioni richieste sul possesso azionario per portare la proposta in consiglio. Così riporta il Sole-24 Ore.
La Commissione presieduta da Paolo Savona sta monitorando la situazione e ha ricevuto esposti da piccoli risparmiatori e una lettera di segnalazione da Alessandro Faraoni, segretario generale di Fistel Cisl, una componente sindacale favorevole all’operazione di scorporo della rete con il piano Kkr. Il Ministero dell’Economia si è già schierato a favore, prenotando il 20% della Netco che rileverà l’infrastruttura.
Tim titolo, violente oscillazioni
Il titolo Tim ha subito violente oscillazioni nelle ultime settimane, che non sono sfuggite alla Consob. Queste oscillazioni avvengono quando aumenta l’incertezza sulla riuscita dell’offerta Kkr, considerata l’unico possibile spunto per risollevare le quotazioni. Il mercato dubita che ci siano alternative percorribili in questo momento e, evidentemente, considera il piano Merlyn come un’interferenza.
Lo stesso Faraoni di Fistel Cisl, ricordando che ci sono tantissimi lavoratori che hanno investito anche in azioni Telecom, ha alzato la voce denunciando che «Tim è al centro di presunte scorribande finanziarie» e liquidando il piano Barnaba-Siragusa come finalizzato a ritardare il voto sul piano del Governo e di Kkr per il rilancio di Tim, con «effetto distorsivo sul mercato».
Piano Merlyn cosa c’è dietro
Ma cosa c’è dietro la strategia dei due manager italiani e l’operazione finanziaria che stanno cercando di portare avanti per acquisire Tim? Secondo il quotidiano “Domani” che ha pubblicato un retroscena, dietro il piano Merlyn in realtà ci sarebbe Luigi Bisignani, giornalista e mediatore d’affari da sempre interessato alle vicende delle telecomunicazioni italiane, da Tim a Open Fiber.
E per riannodare i fili, il giornale diretto da Fittipaldi, racconta che Stefano Siragusa, uno dei manager chiave coinvolti nell’offerta di Tim, ha una carriera ventennale nel mondo delle partecipazioni statali e delle grandi banche. Ha fatto parte del consiglio di amministrazione di diverse società di stato e ha svolto ruoli di rilievo in Tim prima di uscirne l’anno scorso. Siragusa, inoltre è stato coinvolto in numerose iniziative legate al settore delle partecipazioni statali, inclusa la Ferrovie dello Stato e Iren, l’azienda di energia municipalizzata. Ed è proprio Bisignani che caldeggia la sua candidatura al vertice di Tim.
Alessandro Barnaba chi è il gestore del fondo Merlyn
Dietro l’offerta del fondo Merlyn, spiega sempre Domani, c’è Alessandro Barnaba, che invece ha una carriera che ha incrociato operazioni legate alle aziende di Stato, grandi banche come MPS, fino alla vendita della Roma calcio. Il suo nome ricorre anche nella storia della Banca Monte dei Paschi di Siena, sia per le questioni contabili che per l’aumento di capitale sponsorizzato dall’ex premier Matteo Renzi.
Barnaba, si legge, “è attualmente il gestore del fondo Merlyn, e ha dimostrato interesse per varie operazioni finanziarie, tra cui l’acquisto del Lille, una squadra di calcio della massima serie francese, sull’orlo del dissesto. Questa operazione è servita anche a sostenere il fondo Elliot, noto per essere stato coinvolto nell’acquisizione del Milan. La sua esperienza e la sua rete di relazioni lo hanno portato a tentare un’influenza significativa su Tim, partendo dal Lussemburgo, dove ha sede il fondo Merlyn gestito da Barnaba“.
















