In crescita i consumi di gas naturale in Italia. Nel 2021 nei gasdotti italiani sono transitati volumi superiori del 7,8% rispetto al 2020 e del 7,2% rispetto alla media degli ultimi dieci anni (dal 2011 al 2020), con il termoelettrico a fare da traino nel mese di dicembre (+11,3%) e il civile sull’intero anno (+8,1%). Rispetto al 2020 tutti mesi dell’anno, ad eccezione di luglio e agosto, segnano valori positivi, con aprile, maggio e marzo che crescono rispettivamente del 43,3%, del 15% e del 14,5%. Secondo le elaborazioni della Staffetta Quotidiana sui dati di Snam Rete Gas, l’Italia ha consumato poco più di 76,2 miliardi di mc, 5,5 miliardi in più rispetto al 2021, un valore mai superato nell’ultimo decennio che si colloca a quasi 1,2 miliardi in meno dei 77,4 del 2011, e a poco più di 9,8 dal massimo storico del 2005: 86,1 miliardi di mc.

La domanda (e l’offerta) in dettaglio

Guardando al dettaglio della domanda, tutti i settori sono in crescita, con il settore civile, +8,1% a 33.372,9 milioni mc, 2.500 mln in più rispetto al 2020 (+4,1% sulla media del decennio), pressoché appaiati nell’incremento l’industria, +6,4 sullo scorso anno a 14.057,6 mln di mc, quasi 844 più del 2020 (+4% sul decennio), e il termoelettrico, + 6,1% a 25.979,2 mln di mc, 1.494 più del 2020 (oltre 2.500 mln di mc, ben l’11% in più sul decennio). Il mese di dicembre ha concorso all’incremento complessivo con un aumento del 9,8% sul 2020, poco meno dell’11,1% ravvisato a novembre, con la domanda totale a 9.685,9 mln di mc, 866,2 in più rispetto a dicembre 2020 (+10,6% nel confronto con la media del decennio). A tirare la volata è stato il termoelettrico, +11,3% a 2.585,6 mln mc (+22,7% sul decennio), seguito dal civile, +8,7% a 5.547,9 mln mc (+5,3% sulla media 2011-2020), e, con minor slancio, dall’industria, con tutta probabilità rallentata dagli alti prezzi, +2,8% a 1.153,8 mln mc (+2,9% sul decennio). Passando all’offerta, le importazioni del 2020 sono cresciute ancora una volta più della domanda, con un +8,6% a 71,6 mld, quasi 5,7 mld mc in più rispetto al 2020 (+9,6% rispetto alla media 2011-2020), in flessione rispetto allo scorso anno le erogazioni nette dagli stoccaggi.

Nuovo record negativo per la produzione nazionale

Se nel 2020, per la prima volta, si era scesi sotto 4 mld mc estratti nell’anno, nel 2021 ci siamo avvicinati moltissimo a 3, fermandoci a 3.126,9 mln mc, -18,7%, poco meno di 720 mln mc meno del 2020 e ben il 49% rispetto alla media del periodo 2011-2020 con una flessione prossima a 3 miliardi di mc. Tra le importazioni via tubo: in crescita i flussi dall’Algeria con oltre il 76%, ben 9,1 miliardi di mc in più sul 2020, nonostante la flessione del 5,4% del mese di dicembre; quasi invariati i flussi annuali dalla Russia (-0,4% a 28,1 mld mc), che segna un dicembre in crescita del 2,6% e resta di gran lunga la prima fonte di approvvigionamento con quasi 28,2 miliardi di mc arrivati nel 2021 (in linea con la media del decennio 2011-20). Chiudono in notevole flessione i volumi in arrivo dal Nord Europa, -75,7%, quasi 6,5 mld mc in meno rispetto al 2020 (-77,1% sul decennio), nonostante il recupero visto a partire da ottobre, con dicembre che addirittura segna un +733%.

Decrescenti anche i flussi in arrivo dalla Libia, – 27,6% (-38,1% sul decennio), con 3,2 miliardi di mc arrivati nell’anno. Quasi provvidenziale quindi l’arrivo del gas azero, tramite il Tap, i cui primi mc sono arrivati tra il 30 e il 31 dicembre 2020 e sono andati in crescendo durante il 2021: oltre 2,6 miliardi nel primo semestre, 4,5 nel secondo per un totale di oltre 7,1 mld di mc.