crescita dei prezzi

I prezzi al consumo sono cresciuti dello 0,3% su base mensile e su base annua dell’11,6% (il mese precedente l’aumento era calcolato attorno all’11,8%), secondo i rilievi forniti dall’Istat. Nel 2022 la crescita è stata pari all’8,1%. Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”) la crescita è del 3,8% (+0,8% nell’anno precedente) e al netto dei soli energetici del 4,1% (+0,8% nel 2021).

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La frenata del prezzo dell’energia rallenta la crescita dei prezzi

La lieve flessione dell’inflazione è dovuta soprattutto ai prezzi dei beni energetici che, pur mantenendo una crescita molto sostenuta, passano da +67,6% di novembre a +64,7%). A contribuire alla frenata è in particolare la componente non regolamentata (da +69,9% a +63,3%). Anche i prezzi dei beni alimentari non lavorati passano da +11,4% a +9,5% e quelli dei servizi relativi ai trasporti (da +6,8% a +6,0%). A tenere alta l’inflazione sono invece i prezzi dei beni energetici non regolamentati, cioè in sostanza i carburanti, che passano da +57,9% a +70,3%) e i beni alimentari lavorati (da +14,3% a +14,9%). Si tratta di quelle categorie che più di tutti impattano sulle tasche dei cittadini. Altri settori dove i costi sono ancora in crescita sono i servizi ricreativi, culturali
e per la cura della persona (da +5,5% a +6,2%) e i Servizi relativi alle comunicazioni (da +0,2% a +0,7%).

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Nel mese di dicembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera da +5,6% a +5,8%, mentre quella al netto dei soli beni energetici sale da +6,1% a +6,2%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano su base tendenziale da +12,7% a +12,6%, come anche quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,8% di novembre a +8,5%). L’aumento congiunturale dell’indice generale è dovuto, per lo più, alla crescita dei prezzi degli Energetici regolamentati (+7,9%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,4% a causa di fattori stagionali), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1% anch’essi a causa di fattori stagionali), dei Beni alimentari lavorati (+0,8%) e degli Altri beni (+0,6%); gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-3,9%) e degli Alimentari non lavorati (-0,6%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su
base mensile e del 12,3% su base annua (da +12,6% di novembre). La variazione media annua del 2022 è pari a +8,7% (+1,9% nel 2021).