prezzi del gas

Prima di arrivare a una decisione sul price cap sull’energia ci vorrà ancora del tempo. A temporeggiare sono Germania, Olanda e Danimarca, mentre l’Italia rimane il principale paese sostenitore della misura per arginare l’escalation dei prezzi dell’energia. L’argomento è al centro del vertice del Consiglio Europeo in corso oggi e domani, ma le soluzioni sembrano ancora distanti. Le posizioni degli Stati membri a riguardo restano distanti e la bozza della conclusioni è destinata ad essere oggetto di un braccio di ferro che potrebbe prolungarsi fino a notte fonda.

Nell’ultima bozza si parlava di un price cap temporaneo e dinamico, ma è stato tolto il verbo “esaminare”. La discussione è nata proprio sul come presentare la misura. L’Italia avrebbe preferito sostituirlo con “proporre” per dare maggiore fermezza al mandato del Consiglio ma il muro della Germania – nonché di Olanda, Danimarca, Austria e Svezia – non solo ha retto ma potrebbe essersi irrigidito ulteriormente.

L’Italia rimane però ottimista 

Roma, però, considera un passo avanti al fatto il riferimento del price cap alle transazioni del gas naturale con l’obiettivo di limitare i prezzi sia stato aggiunto l’avverbio “immediatamente”. Questa decisione non è però sufficiente e con buone probabilità la discussione andrà avanti fino a notte fonda. La paura tra i politici italiani è quella che l’ostruzionismo dei paesi del Nord possa continuare, di fatto producendo un ulteriore rinvio del price cap.

Intanto sono state approvate altre sanzioni all’Iran

Nella giornata di oggi i lavori del Consiglio Europeo hanno approvato ulteriori sanzioni all’Iran, perché alcuni droni iraniani sono stati utilizzati nell’attacco a Kiev da parte della Russia durante i bombardamenti. Oggetto delle nuove sanzioni, durante il Consiglio Europeo sono stati tre generali iraniani e l’azienda che ha prodotto i droni. I lavori continueranno nella giornata di domani e ci si occuperà anche dei rapporti dell’Europa con la Cina.