Pos

Il tetto minimo a 60 euro per gli esercenti che rifiutano di pagare con il Pos non è sarà in manovra. Questo è quanto emerge dal testo dell’emendamento depositato dal governo. A pesare sono i rilievi della Commissione Europea che fanno seguito a quelli di Banca d’Italia e della Corte dei Conti, che hanno convinto il governo a rinunciare a una norma che era nel primo testo della Manovra, ma che era in contrasto con gli impegni che erano stati presi all’interno delle milestone del Pnrr. Al di sotto dei 60 euro, quindi, i commercianti dovranno comunque consentire ai clienti di pagare con il Pos. Rimane il punto delle commissioni bancarie, che rischiano di incidere in maniera eccessiva sulle finanze dei commerciatni. Il governo ha allo studio per questo una serie di interventi per andare incontro agli esercenti e permettere loro di sopportare il costo delle transazioni. Il tema è stato discusso la scorsa notte all’interno della Commissione Bilancio.
“Sul Pos il governo ha una sua posizione, spero ci sia un’ulteriore riflessione. Ci rimettiamo al lavoro di questa Commissione per eventuali ristori o risarcimenti, che noi caldeggiamo, da trovare di fronte ad un maggiore onere per le commissioni applicate su queste transazioni”, spiega il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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Le opposizioni temono che si vada oltre Natale 

Con il maxi emendamento che sarà presentato proprio dal governo i tempi si stringono e c’è il rischio di andare dopo Natale con il voto alla legge di bilancio. Questo comporterebbe il rischio dell’esercizio provvisorio. Chi va all’attacco del governo sono in questo caso proprio le opposizioni: “L’Europa vi redarguisce e vi costringe a fare retromarcia sul Pos. Non possiamo accarezzare furbi, evasori, corrotti e speculatori. Dobbiamo suggerire comportamenti virtuosi e far emergere l’economia sommersa, recuperando gli oltre 100 miliardi annui di evasione. Confido pertanto che dopo questa figuraccia vogliate abbracciare la nostra idea del cashback fiscale” ha dichiarato il presidente del M5s Giuseppe Conte, parlando della legge di bilancio.