manovra finanziaria 2023
CAMERA DEI DEPUTATI, ESAME DELLA LEGGE DI BILANCIO

Un tour de force pre natalizio: sarà quello che accompagnerà il voto della manovra finanziaria del 2023 del governo di Giorgia Meloni. Il voto di fiducia è previsto alla camera alle 20.30 con la prima chiama. Le dichiarazioni di voti inizieranno alle 10 e la seduta proseguirà con le votazioni sulle tabelle, gli odg e la Nota di Variazioni. Si passerà poi alle dichiarazioni di voto e al voto finale atteso alle 6 di mattina di sabato 24.

LEGGI ANCHE: Chi sono i viceministri e i sottosegretari del governo Meloni

Cosa ci sarà di nuovo nella manovra finanziaria del 2023 

Tra le novità in votazione questa sera c’è il rinnovo di opzione donna, la possibilità di andare in pensione per le donne ad almeno 60 anni di età, 59 per le donne con un figlio, 58 per quelle con due (o più). Opzione donna prevede una decurtazione che può arrivare al 30%, tramite il ricalcolo interamente con sistema contributivo dell’assegno. Tra oggi e domani di voterà anche il finanziamento del rigassificatore di Piombino con 716milioni di euro, dopo che il Tar ha dato il via libera. Sono state inserite anche misure contro l’inflazione. Fino al 2024 le variazioni in aumento degli affitti degli esercizi commerciali non potranno essere superiori al 2,5% di quelle accertate dall’Istat. Da parte dei parlamentari dei Verdi e di Sinistra Italia è stata inserita la proposta di una imposta sui grandi patrimoni, cioè superiori ai 500mila euro. Tra le proposte c’è anche l’istituzione del salario minimo legale, come richiesto da una direttiva europea che deve essere ottemperata entro due anni. Tra gli emendamenti in votazione ci sono anche agevolazioni per chi assume percettori di reddito di cittadinanza.  In via sperimentale, per gli anni 2023 e 2024, fino all’entrata in vigore della riforma del reddito e comunque per un periodo non superiore a 24 mesi, in caso di assunzione di un percettore del reddito di cittadinanza o di un appartenente al suo nucleo familiare che comporti una riduzione del beneficio economico di al neo-assunto si applica un’imposta negativa tale da determinare un incremento pari al 50 per cento del reddito da lavoro netto fino al raggiungimento della soglia del reddito di cittadinanza e, qualora l’importo del reddito da lavoro netto superi quello del reddito di cittadinanza, un incentivo decrescente fino ad esaurimento.