distributori di benzina
Più poteri a mister prezzi

La luna di miele tra Giorgia Meloni e gli italiani non è ancora finita, ma vive una sua prima defaillance. Galeotti sono stati i prezzi della benzina, cresciuti oltre il dovuto, in concomitanza proprio con l’abolizione del taglio delle accise che il governo ha voluto. I giudizi positivi sono il 46 per cento, due punti in meno rispetto a sette giorni fa. Stesso valore delle valutazioni negative che crescono del tre per cento.

Il consiglio dei ministri per correre ai ripari 

Nella tarda serata di oggi il presidente del consiglio ha convocato l’esecutivo proprio per parlare dei prezzi della benzina in salita. Non c’è stato nessun dietrofront, come quasi nessuno in realtà sperava, ma una stretta contro i “furbetti” del pieno. Insomma i benzinai, già nel mirino delle finanza, colpevoli di aumentare i prezzi in modo scorretto. Il governo ha così deciso di assegnare maggiori poteri a Mister Prezzi. Il garante per la sorveglianza delle tariffe vedrà rafforzato il suo raggio di azione, con l’istituzione, tra le altre cose, di una commissione al suo interno di allerta rapida della dinamica dei prezzi.

Il ministro Pichetto Fratin è ottimista 

Eppure la speranza da più parti è che i prezzi della benzina nei prossimi giorni possano scendere. “La previsione, dai dati che abbiamo rilevato nei primi 8 giorni dell’anno, è che dovrebbe esserci una stabilizzazione su questi prezzi” dei carburanti – ha detto a Porta a Porta il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. – Ci sono una serie di situazioni che vanno monitorate per capire se parliamo di autostrade o di zone dove c’è un solo distributore, come nelle isole. Per un prezzo sopra i 2 euro, ci vuole una giustificazione specifica. C’è una richiesta da parte dell’Antitrust di una verifica di quei casi dove c’è stata un’eccedenza, ricordando che il prezzo è libero”.

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Quanto pesano i prezzi della benzina sulle famiglie

Gli aumenti eccessivi dei prezzi pesano sulle tasche dei cittadini per +96 euro annui sulla benzina e ben +228 euro annui per il diesel. Secondo i dati dell’osservatorio nazionale Federconsumatori, tenendo conto sia dell’andamento delle quotazioni dei prodotti petroliferi, sia dell’andamento del cambio euro/dollaro, la benzina oggi dovrebbe costare almeno 8 centesimi di meno al litro e il gasolio ben 19 centesimi in meno.

Questo comporta un aggravio annuo, in termini diretti, per ciascun automobilista che effettua un rifornimento di 2 pieni al mese, di 96 euro nel caso della benzina, di 228 euro per il diesel. A ciò si aggiungono le gravi ricadute indirette che gli aumenti dei carburanti determinano sull’andamento dei prezzi dei beni (trasportati per oltre l’86% su gomma) e dei servizi, che secondo le nostre stime ammontano a circa 126 euro annui di spesa in più per famiglia.