Lottomatica
NUOVA FIERA DEL LEVANTE T2000 IN TOUR SALONE DEI PRODOTTI PER LA TABACCHERIA LOTTO LOTTOMATICA

“Giocare” in borsa con la società leader nel settore dei giochi. Non è solo un gioco di parole, ma a breve potrebbe essere una realtà per molti investitori. Lottomatica, infatti, insieme al suo azionista di controllo Apollo Global Management, “sta attualmente valutando potenziali strategiche alternative per sostenere la sua crescita futura, comprese le transazioni sui mercati dei capitali come una potenziale quotazione di azioni della società su un mercato regolamentato”. Ad annunciarlo, in una nota, è Lottomatica che oggi ha comunicato i risultati preliminari del 2022.

Quali sono i risultati preliminari del 2022

Nello scorso esercizio, le scommesse hanno raggiunto circa 22,8 miliardi di euro, i ricavi circa 1,4 miliardi e l’ebitda si attesta tra 458 e 462 milioni di euro. Per la società, tra i principali player europei nel settore giochi si tratterebbe di un ritorno in Borsa, dopo il periodo che è stato caratterizzato dal cambio della proprietà. Per il momento il gruppo prende atto dei risultati positivi, che sono stati comunicati nella giornata di oggi. I risultati del 2022 hanno registrato, infatti, una forte crescita nel quarto trimestre guidata anche dall’acquisizione di Betflag. Le scommesse hanno raggiunto circa 22,8 miliardi di euro, ricavi per circa 1,4 miliardi e un Ebitda di 458-462 milioni di euro.

A quanto ammonta il mercato delle scommesse in Italia

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio Nomisma nel corso del suo rilievo nel 2020 il volume complessivo di gioco ha raggiunto gli 88,38 miliardi di euro, il 17,3% in meno rispetto al 2018.  I giochi di carte o abilità rappresentano la principale fonte della raccolta da gioco (37,5 mrd), seguiti da newslot e vlt (18,97 mrd), scommesse a base sportiva/ippica (11,34 mrd), lotterie e gratta e vinci (8,17 mrd), lotto (6,41 mrd), scommesse virtuali e betting exchange (3,81 mrd), giochi numerici a totalizzatore (1,26 mrd) e, infine, Bingo (0,92 mrd).

Nell’anno della pandemia è aumentata di 27 punti percentuali la quota attribuibile ai giochi a distanza, che ha superato la “rete fisica”: 56% contro 44%.