legge di bilancio
Giorgia Meloni presidente del consiglio

La legge di bilancio passa con 109 voti a favore a ridosso della conferenza stampa di fine anno del presidente del consiglio Giorgia Meloni. L’Italia non finirà quindi in esercizio provvisorio, come sarebbe successo se l’approvazione non fosse arrivata entro il 31 dicembre. Alla fine di un lungo iter parlamentare nel quale non sono mancati anche rinvii e momenti di tensione, come l’occupazione della Commissione Bilancio da parte delle opposizioni parlamentari. La manovra comunque è passata con il voto di fiducia del Parlamento al governo presieduto da Giorgia Meloni.

Contributi all’energia e reddito di cittadinanza 

Gran parte dei fondi della Legge di Bilancio saranno destinati al sostegno delle famiglie contro il caro energia. Si parla di 21 miliardi in totale. In particolare il governo ha scelto la soluzione del credito di imposta per le aziende energivore e il sostegno alle famiglie sulla base dell’Isee del nucleo.  Tra le novità introdotte in manovra c’è la riduzione a sette mesi del reddito di cittadinanza e la revoca nel caso in cui non venga accettata l’offerta

Meloni: “C’è un clima positivo nella maggioranza” 

Nella conferenza stampa di fine anno, organizzata dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti Giorgia Meloni ha ribadito l’unità d’intenti del governo, pur con le divergenze tra le forze che lo compongono, che sono comunque emerse nel corso del dibattito. “Mi fido dei miei alleati al governo, – ha detto Meloni – Al di là dei dibattiti che sono naturali in un maggioranza dove ci sono più partiti, ci sono anche nei programmi dei singoli partiti sfumature diverse, ed è normale che ci sia un dibattito. Noi abbiamo approvato una legge di bilancio che non era facile. Potevamo prendere il grosso del lavoro fatto dalla ragioneria generale dello stato con il governo precedente, abbiamo fatto la scelta di una manovra politica all’interno della quale abbiamo investito la gran parte delle risorse contro il calo energia. Siamo, comunque, riusciti a mantenere gli impegni che abbiamo preso. Abbiamo approvato la manovra in consiglio dei ministri in un’ora. Io ho fatto parte di altri governi e ricordo dibattiti più articolati. Il singolo parlamentare in passato poteva allocare qualche risorsa su temi che gli interessavano, questa volta no, perché noi abbiamo messo tutte le risorse su macrotemi. La manovra è stata approvata con un giorno di anticipo rispetto agli ultimi governi ed è la prova che la volontà è quella di mantenere gli impegni. Io trovo un clima positivo nella maggioranza”. L’energia e il caro bollette rimane uno degli elementi centrali nella politica del governo. “Siamo in una situazione energetica particolare. – continua Meloni – I provvedimenti connessi all’energia costano 5 miliardi al mese. Se il quadro dovesse confermarsi una parte delle risorse dovrebbe liberarsi. Questa è una manovra finanziaria nella quale abbiamo scelto di spostare il grosso delle risorse sul futuro, sui giovani sulla nuova occupazione e sulle risorse. abbiamo scelto dove prenderla, una parte è stata presa dall’indicizzazione delle pensioni. Si tratta di una scelta politica, ma quando si è in ristrettezza bisogna fare delle scelte”.

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“Non è il governo che deve creare lavoro, ma le aziende”

Sul tema dell’occupazione e della creazione del lavoro il presidente del consiglio ha ribadito la volontà del governo di sostenere le aziende per creare occupazione. “Io credo che creare le condizioni per migliorare la qualità del lavoro sia materia che riguarda il tema della crescita economica, – ha detto – bisogna mettere le persone in condizione di assumere e questo si fa quando l’economia è libera di operare e ci si trova di fronte un governo e una politica che fanno di tutto per favorire chi crea ricchezza e lavoro. L’Italia ha lavorato molto in questi anni con l’ottica di rappresentare un limite o uno stimolo. Noi arriviamo da legislature in cui ci hanno detto che il lavoro si poteva creare con decreto. Lo stato può creare le condizioni per favorire, ma il lavoro lo creano le aziende. Ci siamo mossi nel senso di togliere alcuni vincoli o cavilli. Per quanto possibile dare alcuni segnali sulla tassazione. Abbiamo previsto una misura che riguarda la decontribuzione totale per chi assume a tempo indeterminato. La norma prevede che la decontribuzione totale sia nel caso di nuova occupazione o nel caso di trasformazione. Ci vuole maggiore occupazione rispetto al livello massimo del triennio precedente. Non puoi licenziare e poi assumere un altro. Questo è un tempo nel quale ci sono lavoratori che hanno necessità diverse. La vicenda dei voucher riguarda alcuni casi specifici come gli stagionali e io credo che sia meglio normarlo piuttosto che sia fatto in nero, perché l’eccessiva rigidità ha comportato che crescesse il nero”.