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Giovedì potrebbe essere il giorno decisivo per l’Ex Ilva. Il ministro dello sviluppo economico Adolfo Urso, dopo un confronto durato per tutta la giornata di sabato con l’azienda, il socio pubblico e altri membri del governo, ha fissato un incontro per giovedì a Roma, nel quale riceverà anche i rappresentanti dei sindacati. Intanto domani è fissata una riunione del consiglio di amministrazione. Si discuterà, innanzitutto, della decisione annunciata sabato da Acciaierie d’Italia che gestisce lo stabilimento siderurgico ex Ilva, circa la sospensione da lunedì prossimo e a tempo indeterminato delle attività di 145 imprese appaltatrici.

“Si aspettano – dice una nota del ministero – già nella riunione del consiglio d’amministrazione di domani concrete risposte per l’indotto e per i lavoratori, a fronte di una decisione che ha suscitato giustamente sconcerto, tanto più per le modalità con cui è stata annunciata, assolutamente inaccettabili. Al Ministero si fa notare che nulla era stato preannunciato dall’azienda negli incontri che lo stesso Ministro aveva avuto nei giorni scorsi con Ceo e Presidente di Acciaierie d’Italia, così come con l’azionista pubblico, proprio al fine di affrontare le problematiche dell’azienda anche in riferimento alle risorse pubbliche già destinate e ai nuovi provvedimenti appena deliberati, come quelli inerenti le imprese gasifere, nel quadro di un programma che dia assoluta certezza sulla riconversione produttiva ed ecologica dell’azienda e quindi sul futuro della più grande acciaieria d’Europa”.

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I sindacati pronti allo sciopero 

Se il governo chiede chiarimenti al consiglio di amministrazione, anche i sindacati sono pronti alla mobilitazione.  “Qualora nel corso dell’incontro ministeriale non dovesse giungere alcun elemento di novità, rispetto all’annullamento del provvedimento assunto da Acciaierie D’Italia su Appalto e Indotto, nonché ad un serio avvio con un cronoprogramma certo della definizione complessiva della vertenza ex Ilva, a partire dall’assegnazione delle risorse già individuate e non ancora assegnate dal precedente Governo, si darà seguito alle iniziative di mobilitazione già individuate per la giornata di lunedì 21 novembre 2022″. Lo dicono i sindacati dei metalmeccanici di Fim, Fiom, Uilm e Usb di Taranto, insieme ai confederali di Cgil, Cisl e Uil, nonché alle categorie degli appalti (metalmeccanici, multiservizi, edili e trasporti), dopo aver appreso della convocazione ufficiale a Roma per il 17 novembre al Ministero dello Sviluppo economico.