Charles Michel al G20 a Bali
Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel

Se n’era già discusso all’ultimo Consiglio Europeo a Praga, ma per abbassare il prezzo dell’energia al 20 e al 21 ottobre a Bruxelles potrebbe arrivare il price cap. Nella lettera di convocazione di oggi ai 27 stati europei il presidente del Consiglio Charles Michel parla espressamente di un prezzo al tetto dell’energia. “L’agenda energetica – dice – va messa in atto con la massima urgenza. in particolare dobbiamo intensificare le nostre tre linee d’azione: ridurre la domanda, garantendo la sicurezza di forniture e contenendo i prezzi. Il nostro incontro ci dà l’opportunità di esaminare le misure urgenti di riduzione dei prezzi”. L’obiettivo è quello di negoziare uniti al momento dell’acquisto del gas sviluppando un nuovo benchmark che in modo più accurato rifletta le condizioni nel mercato del gas. Ma non è esclusa la possibilità di esaminare un temporaneo limite di prezzo. “Mi aspetto che noi indirizziamo – continua – sia nel lungo e breve termine gli interventi, come una struttura dell’Ue, che contenga il prezzo del gas per l’elettricità”.  Continua poi Michel: “Il nostro futuro economico – dipende in gran parte da come gestiamo la nostra crisi energetica. A corollario della discussione sulla crisi energetica, vorrei anche porre l’attenzione sul coordinamento delle effettive responsabilità nella politiche economica, che includono soluzioni comuni in Europa”.

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L’Europa non lascerà sola l’Ucraina

Il presidente del Consiglio Europeo non si è limitato a parlare del price cap, ma ha espresso la propria intenzione di sostenere ancora i territori ucraini impegnati nel conflitto con la Russia. “Torniamo anche all’aggressione della Russia verso l’Ucraina. – continua – Il Cremlino ha scelto una escalation che include una campagna di mobilitazione, che ha orchestrato la vergogna dei referendum per l’annessione illegale dei territorio ucraini. Più recentemente la Russia ha bombardato in modo indiscriminato le aree civili. Voglio discutere della discussione della nostra assistenza all’Ucraina, che ha bisogno immediato di prepararsi all’inverno e della nostra sostenibilità sul medio e lungo periodo. Infine ci deve essere una discussione strategia sulla Cina, che cambi il modo di vedere il quadro delle relazioni critiche in futuro”.