Cina meno restrizioni anti covid

I mercati asiatici risentono delle proteste che in questi giorni si stanno consumando in Cina per il Covid nella situazione attuale di restrizioni imposte dalla politica dello stato cinese per raggiungere l’obiettivo di far sparire del tutto il virus.  Nei giorni scorsi in diversi centri, soprattutto quelli commerciali come Shangai, la popolazione è scesa in piazza per protestare contro le limitazioni imposte al governo cinese. Se in un primo tempo a preoccupare i mercati erano i blocchi nel settore manifatturiero, oggi a impensierire gli investitori sono le proteste stesse.

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La settimana inizia con il piede sbagliato

Gli indici azionari e le monete hanno aperto con un netto rallentamento lunedì, a causa delle diffuse proteste contro le restrizioni stringenti per il Covid 19 nel paese, che nel fine settimana hanno agiato il sentiment degli investitori. Tutte le borse asiatiche hanno aperto in rosso, anche perché c’è la paura che a causa dell’aumento dei casi di covid crescano anche le proteste.  Tokyo ora perde lo 0,60% mentre l’indice SZSE della Cina continentale l’1,63%. Shanghai cede l’1,80% e Hong Kong il 2,60% ma era arrivata anche a oltre il -3,5%. Taiwan segna il -1,79% ed è negativo anche il coreano Kospi con -0,94%. Lo yuan va contro il dollaro lunedì mattina. La moneta cinese, che subisce una stretta a causa del mercato interno, ha un rallentamento dello 0,9%. Ha perso lo 0,6 sul sul dollaro.

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Il taglio delle riserve della banca cinese

Venerdì, il giorno dopo l’inizio delle proteste, la banca centrale della Cina le riserve che erano state accontante per la seconda parte di quest’anno. La People’s Bank of China (PBOC), banca centrale della Cina, ha annunciato di aver tagliato il RRR (il ratio delle riserve che le banche cinesi sono costrette a detenere) di 25 punti base. La misura sarà effettiva a partire dal prossimo 5 dicembre. Ma non sono solo i mercati a essere preoccupati dell’andamento delle restrizioni. Ci sono diversi agricoltori che stanno abbandonando i loro campi che rischiano di andare distrutti. In particolare alcuni video dei media locali hanno riportato nei loro video le immagini di vegetali distrutti a causa della sovraproduzione.