credito al consumo

“Il Superbonus ha avuto un impatto assai significativo sul settore delle costruzioni ed è incluso tra gli interventi del PNRR in materia di impatto ambientale degli edifici residenziali”. A sostenerlo è il capo del servizio di assistenza e consulenza fiscale della Banca d’Italia, Giacomo Ricotti, in audizione al Senato. Ma allo stesso tempo spiega come gli effetti positivi che l’incremento dei lavori ha avuto nell’immediato sul disavanzo delle casse dello stato avranno una ricaduta sui futuri bilanci pubblici. A meno che non cambi qualcosa con le modifiche che sono in corso in questi giorni. “Anche tenendo conto delle imposte e dei contributi sociali versati – continua Ricotti – a fronte dell’aumento dell’attività del settore, gli oneri della misura per il bilancio pubblico restano comunque ingenti. Sulla base di prime valutazioni, questi oneri netti hanno avuto un profilo crescente nel biennio, riflettendo la forte accelerazione nel ricorso alla misura; si ridimensioneranno a partire dall’anno in corso per effetto della riduzione dell’aliquota prevista dalla normativa. Stando alle attuali regole contabili, gli effetti del Superbonus sull’indebitamento netto si manifestano gradualmente, secondo la tempistica di fruizione dell’agevolazione. Date le modalità di utilizzo dei crediti in rate pluriennali e la loro contabilizzazione “per cassa”, i maggiori costi e gli effetti indotti si verificano infatti in momenti diversi sui conti pubblici: nel biennio 2021-2022″.

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Bankitalia: senza Superbonus un mercato dimezzato

Sulla base dei dati dell’ENEA, gli investimenti residenziali realizzati con questo incentivo a fine gennaio erano di circa 46 miliardi. Nel complesso, gli investimenti in abitazioni nei primi tre trimestri del 2022 sono cresciuti di quasi il 40 per cento rispetto allo stesso periodo del 2019 e il comparto delle costruzioni ha registrato notevoli aumenti del valore aggiunto e dell’occupazione (dell’ordine del 27 e del 18 per cento, rispettivamente). Si tratta di dinamiche molto sostenute, anche se si tiene conto dell’andamento dei prezzi e dei costi dell’edilizia. “Secondo le nostre indagini presso le imprese, – continua – nei primi nove mesi del 2022, circa il 70 per cento delle imprese operanti nell’edilizia residenziale ha svolto lavori che hanno usufruito almeno in parte del Superbonus per l’efficientamento energetico. Per quasi la metà delle aziende interessate l’incentivo ha riguardato almeno un terzo della produzione realizzata nell’edilizia privata, pur a fronte di difficoltà connesse con la percepita incertezza normativa, con la cessione dei crediti d’imposta e, in misura minore, con il reperimento di materiali di costruzione. Si può stimare, utilizzando tecniche econometriche basate sull’analisi controfattuale, che circa la metà degli investimenti che hanno beneficiato del Superbonus abbiano carattere aggiuntivo (non si sarebbero cioè verificati in assenza dell’incentivo)”.

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