Sanzioni contro arma nucleare
Ursula von der Leyen

Il price cap al petrolio russo nel pacchetto di sanzioni che si voteranno giovedì al Parlamento Europeo in risposta alla minaccia di un ricorso all’uso dell’arma nucleare che arriva da Vladimir Putin. Se per il gas sembra si debba lavorare ancora nel pacchetto delle sanzioni anti nucleare potrebbe già esserci. Una conferma è arrivata dal portavoce della Commissioen Europea Eric Mamer, che nel corso del suo intervento al Parlamento Europeo ha precisato che la Commissione europea sta lavorando su due tipi di tetto al prezzo del gas: una è “un price cap sul gas utilizzato per generare elettricità” e l’altro riguarda “un cap sull’energia scambiata in Europa fin tanto che stiamo lavorando a una riforma dell’indice Ttf”.  Chi invece non ha menzionato il price cap sul gas è Ursula von der Leyen nel suo intervento della mattina.

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La minaccia nucleare sul tavolo del Parlamento Ue

Nella giornata di oggi il Parlamento ha discusso della minaccia nucleare del reclutamento dei riservisti russi e i referendum farsa nelle zone occupate dell’Ucraina. Nel corso del dibattito, i deputati hanno chiesto all’UE e ai suoi Paesi di rispondere con forza all’escalation della guerra da parte della Russia e ai suoi preparativi per annettere i territori ucraini. I deputati hanno chiesto di intervenire anche in merito all’ultima crisi in materia di sicurezza causata dalle perdite di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e 2 nel Mar Baltico. Nel corso della seduta è stato chiesto anche di incrementare le sanzioni economiche nei confronti della Russia, rafforzare e coordinare più efficacemente il sostegno militare all’Ucraina ed intensificare gli sforzi per prevenire l’aggiramento delle sanzioni, in particolare tramite l’aiuto di paesi terzi. I deputati voteranno una risoluzione giovedì. “Negli ultimi giorni, – spiega una nota del Parlamento Europeo – le autorità de-facto di diverse regioni ucraine occupate illegalmente dalla Russia hanno tenuto dei referendum sull’annessione alla Russia. Allo stesso tempo, il Cremlino ha annunciato la mobilitazione di 300.000 riservisti per combattere in Ucraina, mentre il Presidente Putin ha minacciato l’utilizzo dell’arma nucleare”.