Anas

Nel 2021 ci sono stati troppi ritardi negli investimenti e la Corte dei Conti non risparmia una tirata d’orecchi ad Anas spa, la società direttamente controllata da Ferrovie dello Stato, che si occupa della manutenzione e della costruzione delle strade italiane. La relazione sulla gestione che è stata approvata dalla Corte dei Conti segnala come nel 2021 si siano registrati dei ritardi negli investimenti rispetto alle previsioni del contratto di programma. Lo scostamento tra la previsione e il consuntivo evidenzia infatti una “forte variazione negativa- scrive la Corte dei Conti in una nota – in termini di investimenti per nuove opere”.

A quanto ammontano i lavori in corso 

In totale l’importo dei lavori in corso da parte di Anas è di 5,25 miliardi di euro e sono relativi a nuove infrastrutture stradali, mentre di attestano a 1,31 miliardi e a 154 milioni di euro gli importi dei lavori avviati e di quelli ultimati. I lavori di manutenzione ricorrente e programmata registrano, invece, quota 156 e 799 milioni di euro.

Anas in prima linea nel controllo delle opere d’arte

Non in tutti i settori la Corte fa emergere criticità sul bilancio di Anac. Ad esempio si registra un’evoluzione in merito alle attività di controllo delle opere d’arte. Nel 2021 sono state effettuate 69.506 ispezioni ricorrenti e 15.703 ispezioni principali. Sono state effettuate delle assunzioni anche tra il personale tecnico e sono stati perfezionati i sistemi di monitoraggio digitale di ponti e viadotti, che hanno consentito ad Anas di migliorare le performance per la sicurezza ed il mantenimento del patrimonio infrastrutturale in gestione.

Quali sono gli altri punti critici

Nella relazione della Corte dei Conti si segnalano, invece, una serie di altre preoccupazioni: “Continua a destare preoccupazione per taluni aspetti critici irrisolti, – spiega la Corte dei Conti – la società Anas international enterprise spa (Aie), soprattutto per quanto attiene all’esecuzione dell’originario progetto di riassetto delle attività estere che, avviato da Anas nel 2020 e profondamente rivisitato, non ha ancora trovato compimento dopo diversi differimenti. Il conflitto russo-ucraino e l’adozione di sanzioni economiche da parte dell’occidente hanno reso necessario un ulteriore approfondimento sull’ipotizzato trasferimento in Anas della partecipazione detenuta da Aie in Aie Rus.

A quanto ammonta il patrimonio di Anas

Anche a livello economico e finanziario la Corte dei Conti analizza il patrimonio di Anas, che sta comunque diminuendo. “Il patrimonio netto 2021 (2.441.467.804 euro) è in diminuzione sul 2020 di 190.712 euro. – si legge in una nota – Le disponibilità liquide, che si attestano a 388.259.310 euro, registrano un aumento di 157,848 milioni. Il conto economico chiude con un utile di 0,4 milioni, riferibile all’aumento dei ricavi ed al risultato positivo della gestione finanziaria. La gestione operativa evidenzia una riduzione del saldo rispetto al 2019 che, pur restando positivo (147,36 milioni), è eroso da ammortamenti e svalutazioni per un valore netto di 153,9 milioni di euro, facendo registrare un Ebit negativo di 6,61 milioni. A fronte di questo risultato operativo, la gestione finanziaria mostra un dato positivo di 6,98 milioni di euro, con un miglioramento sul 2020 legato per lo più al minor accantonamento (156,7 milioni) effettuato, nel 2021, al fondo svalutazione Ifrs 9, a copertura dell’attività finanziaria verso la società Strada dei Parchi”. Il valore contabile 2021 della concessione Anas-Mims è pari a 1.093,13 milioni di euro.