“Se nel 2017 le autorità cinesi avevano irrigidito le condizioni creditizie e tentato di frenare lo sviluppo del sistema bancario ombra, nell’ultimo anno, invece, hanno optato per un prudente allentamento delle loro politiche”. Il motivo della retromarcia è la stabilizzazione dell’economia e evitare tensioni sociali che si scatenerebbero in caso di un aumento della disoccupazione”.

“In particolare”, continua “è previsto un supporto alla spesa dei consumi attraverso tagli alle imposte, riducendo le aliquote IVA e sostenendo gli acquisti di automobili nelle aree rurali. Il compito delle autorità, tuttavia, è tutt’altro che semplice. Nelle aree urbane la domanda è quasi del tutto soddisfatta. Inoltre, considerato l’attuale livello di sviluppo, il ritmo degli acquisti di autovetture dovrebbe crescere piuttosto lentamente”.
“L’aumento della spesa dei consumatori è attualmente sostenuto dal reddito delle famiglie rurali o dal crescente sviluppo dell’offerta di servizi volti a incoraggiare le famiglie urbane a consumare di più. In definitiva, sebbene le misure attuate dalle autorità dovrebbero far sì che il tasso di crescita riprenda leggermente, attestandosi intorno al 6-6,5%, il loro margine di manovra per sostenere la domanda interna si sta riducendo”, conclude l’economista della società.
















