Deloitte: fatturato in crescita del 10% in Italia
Deloitte ha individuato le sei priorità strategiche che tutte le imprese devono seguire per uscire più forti dalla crisi scatenata dal Covid-19

I ricavi 2020 delle imprese italiane calano del 3,83% rispetto al 2019, meno che tra il 2019 e il 2018 (-4,08%). Nel 2020 sul 2019 l’ebitda scende di quasi dieci punti (-9,93%), come il costo del lavoro (-9,26%), mentre la liquidità delle imprese fa rilevare un’impennata (+27,71%), così come la patrimonializzazione (+25,02% la crescita del patrimonio netto nel bilancio 2020). Sono solo alcuni dei dati che emergono dall’analisi dei bilanci depositati presso le CCIAA italiane condotta da SevenData, martech (Marketing&Technology) company data-driven basata a Milano e fondata da Fabrizio Vigo, attuale CEO. Ad uno sguardo sintetico i bilanci del 2020 fanno emergere la fotografia di un Paese resiliente alla Pandemia nonostante tutto.

Cambiano i valori in gioco

Naturalmente, a seconda dell’angolatura, cambiano i valori in gioco. Le dinamiche di crescita e calo sono fortemente polarizzate a livello territoriale e settoriale. Si osserva allora che nel 2020 la regione che più ha sofferto dal punto di vista dei ricavi è la Lombardia (ricavi -11,95%), seguita dal Triveneto (-5,78%), dal Nord Ovest (-2,47%) e dall’Emilia Romagna (-1,40%), tutte regioni fortemente impattate dalle restrizioni causate dalla pandemia. Su una posizione di stabilità dei ricavi si collocano Centro Sud e Centro (-0,55% e -0,13%). Mentre il Sud e le Isole fanno registrare un incremento dei ricavi del 3,18%.

Prendendo in esame l’andamento dell’ebitda spetta al Triveneto il primato negativo nel 2020, segnando una ripida discesa (-27,75%), quasi tre volte il calo rilevato su scala nazionale (-9,93%). Nord Ovest e Lombardia seguono a una certa distanza (-13,19%, -9,12%). Il Centro si posiziona al -7,76% e l’Emilia Romagna al – 6,24%. Invariato, invece, il Centro Sud mentre Sud e Isole incrementano la redditività operativa del +4,31%. La marcata differenza di trend tra Nord e Sud è soprattutto da attribuire alla congenita diversità del tessuto economico, che vede al Sud una più estesa presenza delle PA e di settori che hanno dimostrato più resilienza nella pandemia, quali tutta la filiera agricola e dell’alimentare.

Uno spaccato inatteso

“La lettura dei bilanci 2020 ad oggi depositati dalle imprese italiane, – ha dichiarato Fabrizio Vigo, co-founder e CEO di SevenData – ci restituisce uno spaccato per alcuni versi prevedibile e per altri inaspettato delle dinamiche economiche e finanziarie dell’economia italiana. Molto interessante è osservare come le aziende abbiano aumentato la loro patrimonializzazione (+25,02% l’aumento del patrimonio netto) nel 2020, la loro liquidità (+27,71%) ed anche la dimensione della loro Posizione Finanziaria Netta (+7,43%). Quest’ultimo dato, tuttavia, evidenzia come l’aumento della liquidità sia dovuto all’aumentato accesso al credito bancario favorito dai provvedimenti del Governo, che ha permesso alle aziende di costituire riserve di liquidità finanziate dal credito bancario. Da notare poi anche come l’aumento della liquidità media e del patrimonio netto nel 2020 sia diffuso in tutti i settori economici analizzati ed in tutte le aree del Paese. Da ultimo, una nota metodologica in merito all’analisi fatta. Il Business Scan di SevenData analizza i fenomeni economici, finanziari e di rischio delle imprese, secondo un mix di variabili che includono: i settori, ricostruiti in logica di filiera per renderli più omogenei; i territori, aggregando le regioni con caratteristiche del tessuto economico paragonabili e le dimensioni delle aziendeNe derivano 420 cluster molto analitici ma anche rappresentativi dei fenomeni, che sono stati utilizzati da SevenData anche per il calcolo del proprio Rating proprietario basato su tecnologie afferenti l’Intelligenza Artificiale” – ha concluso Vigo.

Tracollo della marginalità per l’Horeca

Entrando nel dettaglio delle principali dinamiche economiche per settore economico (20 filiere), si osservano trend che riflettono chiaramente gli impatti dei vari lock-down e delle misure di restrizione agli spostamenti degli italiani intervenuti nel corso del 2020. Tra i settori che registrano performance più negative si riscontra l’Horeca, che registra una caduta dei ricavi nel 2020 sul 2019 pari al 37%, dato equamente distribuito anche a livello territoriale. Sul versante della marginalità, nel 2020 si registra un crollo della redditività operativa con un’ebitda negativo su scala nazionale del -108% e che tocca un picco negativo in Lombardia con il -182%.

In grande sofferenza anche il Commercio al dettaglio che, a differenza di quello all’ingrosso, come si vedrà più avanti, fa segnare un calo a doppia cifra nel giro d’affari (-12%) e nell’ebitda (-52%).

Fortemente negativi anche i servizi ricreativi che risultano in forte calo nell’anno terribile che ha condizionato totalmente l’apertura di cinema e teatri.  Questo sia per i ricavi (-19%) sia dal punto di vista dell’ebitda (-61%), con una punta negativa in Lombardia (al -79%), Triveneto (-78%) e Sud e Isole (-73%).

Altri settori fortemente impattati, soprattutto a livello di redditività operativa, sono quelli manifatturieri, che sono raggruppati in Industria pesante (-24,9% il calo dell’ebitda), Prodotti di base (-20,7%) ed Altre attività manifatturiere, che registrano un calo dell’ebitda del 21,2%.

 Ebitda del settore immobiliare in crescita al Sud

Rimanendo in terreno di performance economiche negative, troviamo le attività immobiliari che vedono i ricavi contrarsi dell’11% a livello nazionale ma con dinamiche molto diverse tra i territori. L’ebitda del settore immobiliare, infatti, corre nel Centro Sud, mettendo a segno un dato esorbitante (+49%) mentre si contrae fortemente nel Triveneto (-179%).

Le attività classificate tecnico professionali fanno registrare una lieve discesa (-2%) nel giro d’affari a livello nazionale. La variazione negativa risulta più accentuata considerando l’ebitda, che segna un -8%, col Centro Sud che fa registrare un crollo dell’89%.

Passando all’automotive, il segno è negativo sia rispetto ai ricavi (-9%) sia all’ebitda (-15%) ed è interessante notare come il settore abbia aumentato la liquidità del 30% ma a fronte di un calo della Posizione Finanziaria Netta dell’1%, evidenziando come l’aumento della liquidità sia stato totalmente finanziato dal debito bancario.

Un altro settore che ha dimostrato sofferenza nel 2020 è quello dei media che ha attraversato la pandemia riportando mediamente un arretramento del 12% nei ricavi ma con una dinamica di calo dell’ebitda di solo il 2% grazie anche al contenimento del costo del lavoro del 13%. L’andamento dei fatturati risulta omogeneo in ogni area. L’ebitda presenta invece una polarizzazione del calo in alcune aree (-65% il Nord Ovest, -60% il Triveneto e -55% l’Emilia Romagna).

-3% e -13% sono i dati rispettivamente di ricavi ed ebitda dell’industria estrattiva, settore che presenta dati eterogenei in funzione delle diverse aree territoriali. Anche in questo caso si può sottolineare che il periodo pre-Covid (19 su 18) mostrava dati di fatturato già negativi in ogni provincia.

In merito al comparto Istruzione/sanità e assistenza sociale, si rileva un andamento dei ricavi mediamente flat (-1%), affiancato da un’ebitda, invece, decisamente negativa (-17%) su un 2019-2018 già leggermente al di sotto dello 0 (-2%).

Il commercio all’ingrosso rimane stabile

Entrando nell’area dei settori che hanno registrato dinamiche di crescita di almeno uno degli indicatori di performance economica (ricavi ed ebitda) o di entrambi, troviamo il commercio all’ingrosso che, al contrario di quello al dettaglio, presenta indicatori nettamente migliori. Notiamo, infatti, che il dato medio dei ricavi si attesta al -1%, quindi sostanzialmente flat come, d’altra parte, anche il dato dell’ebitda, che invece risulta particolarmente in incremento con +10% al Sud e Isole.  Dal punto di vista del commercio dei prodotti base, invece, il fatturato sviluppato risulta in crescita del 9% e l’Ebitda è pari al +19%.

Altro settore che esprime una crescita, almeno dei ricavi, è il segmento costruzioni che fa emergere dati antitetici, ovvero i ricavi (al +6%, dato indicativo a fronte del -8% del periodo pre-covid 2019 su 2018, quasi certamente grazie ai vari eco-bonus varati dal Governo) mentre l’ebitda flette del 6%.

Pubblica utilità

Nell’ambito dei servizi di pubblica utilità, che comprende le utilities ma anche la PA, i ricavi decrescono su scala nazionale del 12% nel 20 sul 19. L’indicatore ebitda fa rilevare invece un dato positivo (+14% a fronte di un 19 su 18 del – 3%), trainato dall’esplosione della crescita nel Centro-sud (+49%) e Sud e isole (+45%).

Chiudiamo l’analisi passando in rassegna i settori top performer che esprimono una crescita, nel 2020, di tutti gli indicatori economici e finanziari. Si tratta di comparti che hanno a che fare con l’alimentare, il farmaceutico e la tecnologia.

Tra questi le risorse naturali (materie prime per l’industria alimentare e farmaceutica), che segnano il +16% dei ricavi, il +3% dell’ebitda, il +180% del risultato netto, trainando la crescita del patrimonio netto del 21% e della liquidità del +27%.

Il comparto tecnologico registra numeri complessivamente molto positivi con le tecnologie di comunicazione e informazione che crescono nei ricavi del +7%, nell’ebitda del +20% e nel risultato netto del +41%. Da incorniciare anche le performance finanziarie, con il patrimonio netto in crescita del 28%, la liquidità del 52% e la Posizione Finanziaria Netta del 70%, che evidenzia come l’aumento della liquidità non derivi da nuovo debito.  Da notare il dato lombardo, che esprime una crescita di tutti gli indicatori migliore del dato nazionale e si confronta con dati negativi del 2019 evidenziando un effetto “recovery” delle situazioni precedenti.

Sulla stessa intonazione anche il comparto tecnologia tour court. Se i ricavi mediamente sono flat, pure se orientati in positivo (+2%), l’ebitda ed il risultato netto mettono a segno il + 15%, trainando il boom della liquidità (+37%) e soprattutto della Posizione Finanziaria Netta (+233%).

La tecnologia ed in particolare l’e-commerce, trainano anche le performance del settore logistica e trasporti, dove si riscontra una sostanziale parità dei ricavi e un’ebitda in terreno positivo (+6%) con la Lombardia che passa dal -2% del periodo 2019 su 2018 al +36% nel 2020 sul 2019.