Se la situazione mondiale si complica – e con essa la vita di tutti gli operatori di un mestiere globale come la logistica – gli imprenditori di razza, come i Fiorini della Intermodal Trasporti di Ferentino, semmai rallentano un attimo ma non soltanto non si fermano: al contrario, rilanciano sulle strategie in cui credono: «Fino al ’22 la domanda nel nostro settore ha conosciuto una crescita costante che nel 2023 i tanti focolai di incertezza hanno frenato. Ma l’appuntamento con la soglia simbolica dei 100 milioni di ricavi ci attende per quest’anno!”, sorride pacato Giorgio Fiorini, amministratore delegato e figlio del fondatore Pietro che guida l’azienda supportato dalle sorelle Alessandra e Francesca. “Onestamente, visto il contesto – aggiunge – non possiamo lamentarci neanche del 2023. E non a caso, anche lo scorso anno abbiamo continuato a investire, per linee interne ed esterne».

Partiamo dagli investimenti che fate su quel che già è nel gruppo: Agognate, per cominciare, il nuovo terminal vicino Novara inaugurato alla fine dell’estate scorsa di cui Economy aveva raccontato tempestivamente…

È un bellissimo impianto che sta andando a regime, sia pure anch’esso con un po’ di ritardo rispetto al previsto, ma ci sta dando le prime soddisfazioni.

E le linee esterne?

Abbiamo acquistato un’azienda a Padova specializzata nella distribuzione del food per la zootecnia, la mangimistica insomma, per continuare a rafforzarci in uno dei nostri settori specialistici di maggior forza. È un’azienda di pura distribuzione, assorbita oggi nella nostra Intermodal F&F che significa feed and folders, ha una flotta di 70 veicoli specifici per quei prodotti e lavora con contratti pluriennali in buona parte con un grande attore, italiano ma internazionale, della zootecnia. L’abbiamo acquistata al 100% ma nel mese di dicembre; quindi, l’operazione non ha impattato sul nostro business del 2023. Anche in questo caso: avremmo desiderato chiudere l’acquisizione qualche mese prima…

Perché questa scelta, una crescita in questo settore?

La mangimistica è per noi un settore complementare ma nuovo, richiede un know how specifico e attrezzature altrettanto specifiche, la competizione è fatta tra esperti. Era giusto entrarvi attraverso un’acquisizione. E altre ne faremo, anche in altri settori contigui.

Dunque, crescerete, bene. Eppure, oggi la logistica non è un mercato facile.

Sicuramente ci sono state e ci sono grandi difficoltà di sistema legate alle difficoltà dell’intermodalità, agli intralci infrastrutturali europei. L’impatto del Pnrr in Italia su un piano prospettico è importantissimo ma la nostra operatività quotidiana è complicata da mille intoppi. Guardiamo alla Francia, con il fermo del traffico sul Frejus per la frana: si attende il ripristino non prima dell’autunno ’24… e in Francia abbiamo perso volumi. Per fortuna operiamo su un settore come l’alimentare che è relativamente anticiclico, stabile… Ma comunque anche il 2024 si presenta molto impegnativo, tutt’altro che in discesa.

Eppure, ci parlava di ulteriori acquisizioni…

Sì, non abbiamo intenzione di fermarci e stiamo lavorando ancora su altri progetti: la nostra volontà è che la crescita per linee esterne non si arresti, pur con le dovute e approfondite analisi delle varie opportunità che ci si prospettano. E nel mentre, sviluppiamo con coerenza le varie anime dell’attuale portafoglio di attività di IntermodalTrasporti.

Ce le riepiloga?

Stiamo valorizzando molto la filiera della movimentazione dei rifiuti, ma anche il settore del liquido con il trasporto nei tank, che sta performando in maniera importante e ci sono scenari di mercato che lasciano pensare anche per il 2024 a ulteriori sviluppi significativo. Stiamo quindi facendo forti investimenti in equipment, cioè appunto in contenitori, tank, tutto il necessario. Sono attrezzature che per unità sono molto costose: quando si investe in 100 o 200 tank i valori complessivi crescono molto facilmente…

Ma sul mercato ci sono buone aziende da comprare?

Sì, abbiamo l’impressione di sì. Occasioni se ne possono trovare: ma vanno poi comunque selezionate con estrema attenzione, il settore è sfidante, richiede una finanza ineccepibile, un accuratissimo controllo di gestione…

E richiede molto digitale…

Assolutamente sì: e noi ci crediamo molto.

In che modo dispiegate questa vostra convinzione?

Come facciamo sempre: investendo! Proprio per l’anno in corso abbiamo deciso un rinnovamento di tutta l’infrastruttura digitale dell’azienda. Stiamo lavorando ad un progetto che dovrebbe vedere la piena realizzazione tra settembre e dicembre e prevede il cambiamento di tutte le piattaforme operative, dalla gestione al controllo, per passare su un’unica grande piattaforma customizzata, su base Microsoft. In questo contesto implementeremo gli elementi di intelligenza artificiale e automatizzeremo le funzioni adatte a far evolvere ulteriormente il business. Siamo convinti che o si fa così o si rischia di trovarsi tagliati fuori da un mondo che viaggerà a velocità diverse. Abbiamo indirizzato l’azienda verso questi progetti perché solo le organizzazioni di questo livello saranno in grado di cogliere tempestivamente le opportunità che le nuove tecnologie stanno per metterci a disposizione. I nuovi sistemi daranno risultati straordinari sull’analisi dei dati, sulle dinamiche gestionali e l’ottimizzazione dei processi…

Ma quanti soldi investirete?

Diciamo che il nostro indice di investimento da qualche anno gira attorno al 10% del fatturato, contro un 4-6% medo del settore. E sostanzialmente per due ragioni: crediamo nella crescita ma anche nella necessità di finanziarla; e poi perché con questi investimenti stiamo sviluppando i business a maggior valore aggiunto.

Ma dove vuole arrivare?

Guardi, oggi abbiamo in azienda circa 350 collaboratori diretti – le nostre risorse essenziali – e ragionevolmente prevediamo di superare quest’anno i 100 milioni di fatturato. Rispetto ai colossi multinazionali potrebbero sembrare poca cosa, ma 15 anni fa eravamo a 30 milioni. E negli ultimi 5-7 anni abbiamo raddoppiato i volumi. Il mio obiettivo da manager non è necessariamente continuare proprio con questi rimi, ma resta il fatto che questa capacità di investimento ci ha permesso di crescere e per noi la crescita era e resta essenziale.

Altro obiettivo che avete sempre perseguito: l’intermodalità…

Assolutamente sì, e resta per Intermodal Trasporti un cavallo di battaglia. È il nostro nome! Ci continuiamo a credere, e ci dotiamo di tutti gli strumenti migliori per perseguirla, a cominciare da un parco veicolare estremamente nuovo, tutti mezzi Euro 6 di classe D, per proseguire con tutte le soluzioni funzionali alla piena intermodalità. Oggi il nostro gruppo sviluppa il 90% dei suoi ricavi su attività intermodali, che è il modo più concreto e immediato per andare incontro alla logistica sostenibile. E posso anticipare una cosa: per la prima volta quest’anno elaboreremo un bilancio di sostenibilità, naturalmente sull’esercizio 2023. Un impegno non simbolico ma fattuale, che trova riscontro anche nella strategia per la crescita permanente delle nostre risorse umane.