Filippo Accorinti con I'm Trader forma TRADER SPORTIVI

di Valerio Pisani

Dimenticate le vecchie (e rischiose) scommesse sportive. Oggi c’è un nuovo e più evoluto modo di fare soldi con lo sport che prende a prestito dai meccanismi della finanza il proprio metodo d’azione: il trading sportivo. La differenza fra il vecchio mondo delle scommesse (che peraltro, come spesso riportano anche le cronache e i dati statistici, può anche diventare una dipendenza) e il trading sportivo è sostanziale: non bisogna, infatti, pensare come scommettitori, perché altrimenti le emozioni hanno la meglio e si rischia il capitale, ma si deve ragionare come investitori, spiega a Economy Filippo Accorinti, precursore in Italia di questo nuovo modo di investire nello sport e fondatore, nel 2021, di I’m Trader S.r.l.s, la società che noleggia software per fare trading con un abbonamento mensile e offre formazione approfondita e qualificata nel settore. Perché, spiega Accorinti, «chi non è formato e non conosce a fondo il mondo del trading, ci prova una volta e poi lascia, perché non si guadagna dall’oggi al domani e i rischi possono essere anche molto alti, contrariamente a quanto avviene se si conoscono molto bene i meccanismi che ci sono alla base, che possono portare a guadagni anche molto importanti». Al tema Accorinti, ex dipendente della Gdo che a un certo punto ha deciso di cambiare nettamente la sua vita, ha dedicato anche un libro, uscito lo scorso anno, “I’m Trader. Da dipendente frustrato a trader sportivo professionista”: un manuale su come farsi largo con successo in questo campo, ancora poco conosciuto in Italia, ma dalle grandi potenzialità. Vediamo allora più nel dettaglio in cosa consiste questa metodologia e che tipo di guadagni consente di fare.

Partiamo dal principio: che cos’è il trading sportivo e quali sono le sue potenzialità, per molti versi forse ancora inespresse?

Il trading sportivo è un’attività ancora poco conosciuta e perciò poco sfruttata in Italia, probabilmente perché la si associa al gioco d’azzardo o alle scommesse, senza capire però che è una attività di investimenti speculativa alla pari di quello che succede con il mercato delle crypto, le azioni, le commodities o il forex, con la differenza che in queste ultime i profitti subiscono una tassazione che va dal 12 al 26%, mentre i profitti generati nel trading sportivo sono esentasse o meglio, sono tassati alla fonte, essendo la piattaforma di Exchange l’incaricata di riscuotere e pagare sotto forma di commissioni, le imposte da versare allo Stato.

Per questo motivo è ancora tendenzialmente facile raggiungere risultati fuori dal comune in questo settore, ovviamente la formazione è alla base come in qualsiasi attività dove ci siano in ballo degli investimenti finanziari, e non è un caso che i nostri studenti, dopo una prima fase di studio in media, raggiungano un risultato che va dal 30 al 40% di profitto netto al mese applicando l’interesse composto. Basti pensare che nella stagione appena conclusa del “Club del Lupo”, il percorso di formazione completo che svolgiamo da settembre a maggio, il risultato raggiunto è stato di un +209,2%. Un goal straordinario ottenuto in meno di otto mesi di studio del programma di strategie avanzate che io stesso condivido con i partecipanti al Club – in questa prima stagione gli studenti erano 65, ma per la nuova stagione questo numero è stato già superato – insieme con la condivisione della mia operatività giornaliera sui mercati, a supporto di questo programma formativo.

Come si spiega questo successo?

Sono un trader sportivo ormai dal 2001, in questi anni ho accumulato molta esperienza nei mercati sportivi e ho fatto migliaia di test investendo centinaia di migliaia di euro per riuscire a trovare un metodo scientifico che mi permettesse di portare questa attività a essere il mezzo capace di liberarmi finanziariamente. Ero un dipendente nella Gdo che non passava mai del tempo con la sua famiglia, zero tempo libero, turni massacranti e zero riconoscimento del lavoro fatto.

Così, quando nel 2016 si presentò l’opportunità di essere licenziato, colsi la palla al balzo prendendo la decisione di dedicarmi a pieno alla passione che avevo per il trading sportivo facendola diventare il mio lavoro a tempo pieno. Così nel 2021 nasce I’m Trader, l’unica azienda italiana specializzata nella formazione nel campo del trading sportivo in cui ho racchiuso tutti questi anni di conoscenze, test e soldi investiti in un percorso pratico che permette a chiunque di avvicinarsi a questo mondo e riuscire ad avere risultati anche partendo da zero o anche se dello sport non te n’è mai fregato nulla. Il tutto tramite corsi online, Mymind, il software di analisi dei mercati da me ideato, e il Club del Lupo, che è il percorso all inclusive con in più la mia operatività condivisa e un programma formativo avanzato esclusivo per i partecipanti al club.

Qual è il segreto per mettere su una realtà di successo come la vostra?

La trasparenza. Il web è pieno di finti guru che sfoggiano ricchezza, lusso, glamour, che alla fine non ti lasciano nulla di utile però per aiutarti veramente nell’obiettivo di creare un’entrata economica in più o addirittura cambiare il tuo stile di vita. Io sono un normale padre di famiglia, che come benzina aveva il fatto di voler passare più tempo con suo figlio di sei anni e voler riuscire a far smettere di lavorare sua moglie. Ce l’ho fatta! Porto mio figlio tutte le mattine a scuola, torno a casa e passo il mio tempo insieme a mia moglie, posso decidere quando lavorare e dove lavorare, di fatto appena la stagione calcistica finisce (e anche le scuole) si fanno le valigie e si va al mare fino alla fine di agosto per ricaricare le batterie e incominciare la nuova stagione pronti a un risultato più clamoroso del 209% fatto in questa stagione!

Non sfoggio ricchezze nei miei canali social, anche se potrei, perché la verità è che la vera ricchezza si misura nel tempo che puoi dedicare alla gente che ami e alle tue passioni.

Poi rispondo sempre ai messaggi in prima persona, e quando posso non mi tiro mai indietro a incontrare gli studenti che hanno dato fiducia al progetto. Penso che anche il fatto di aver fondato una azienda tutta italiana, che quindi fattura e paga le tasse regolarmente in Italia, sia un altro fattore che dà fiducia anche a chi si affaccia per la prima volta a questo mondo.

Ci sono ancora un bel po’ di pregiudizi da abbattere nel settore del trading sportivo, come diceva. Su cosa puntate per contrastarli e fare la differenza e qual è il valore aggiunto di I’m Trader?

La comunicazione facile. I concetti vengono spiegati con un linguaggio che anche un bambino capirebbe di cosa si tratta e come si fa. Poi la rete d’assistenza che abbiamo messo in piedi, fatta da studenti più avanzati che, grazie ai risultati che hanno raggiunto, ora collaborano per la mia azienda con un ruolo di coach: si mettono a disposizione dei nuovi per aiutarli passo passo a raggiungere a loro volta dei risultati eccellenti. Poi direi anche il fatto di potere accedere da qualsiasi dispositivo alle videolezioni e che queste sono state pensate per non intasare di più il poco tempo libero che già si ha con i ritmi frenetici di ogni giorno: la durata media di ogni lezione è, infatti, di venti minuti circa. I lupi solitari difficilmente raggiungono risultati oltre la media, la community, il potersi confrontare con un gruppo di pari, l’essere sempre aperti a nuove idee e nuovi progetti, riesce a fare davvero la differenza. E in I’m Trader tutto ciò rappresenta la base.

Un imprenditore di successo, anche in considerazione dei cambiamenti portati dalla pandemia, quali capacità deve avere?

L’apertura mentale è fondamentale. Non pensare mai di limitare la propria visione a ciò che si sta facendo ora. I business sono cambiati negli ultimi tre anni portando molte persone a buttarsi senza paracadute nel mondo del online. La formazione è la base di qualsiasi attività, sia fisica che virtuale. E più informazioni si hanno su una determinata attività, più specifiche sono queste informazioni, più aumenta la possibilità di raggiungere un risultato. Quindi non chiudete le porte solo perché non conoscete una determinata opportunità, ma informatevi, sempre!

Nuovi progetti? Cosa bolle in pentola?

Siamo alle prese con le iscrizioni alla nuova stagione del Club del Lupo che inizierà a settembre. E dopo il risultato del +209,2% della prima stagione le aspettative sono veramente alte. Siamo pronti ad accogliere chiunque voglia intraprendere questo progetto o semplicemente avere delle informazioni più approfondite su questa attività. Infatti basta andare sul nostro sito e prenotare una consulenza gratuita con uno dei nostri coach che sarà lieto di dare tutte le informazioni che servono.

Obiettivi nel medio-lungo termine?

Sono perennemente in fase di collaudo di nuove strategie, software e servizi che rendano sempre più semplice l’attività di trading sportivo. E ci sono molte idee in cantiere. Per quanto riguarda l’azienda, il progetto è portare I’m Trader fuori dai confini italiani. Già adesso abbiamo una piccola community di frontalieri svizzeri e francesi, ma l’obiettivo è portare la formazione e il modello di business in Spagna, Regno Unito e Germania inizialmente, per poi sbarcare in Sudamerica con contenuti nelle rispettive lingue e la creazione di una community come quella italiana che ora vanta circa 14mila persone fra tutti i canali social.

www.imtrader.it