GIOVANNI FERRERO

Giovanni Ferrero, l’erede dell’impero dolciario di Alba, non si ferma ai classici Nutella, Kinder e Ferrero Rocher che dominano le tavole di mezzo mondo. Un “tesoretto” parallelo e fino a oggi semi-nascosto prende il nome di Cth, holding con base in Belgio che ha finalmente alzato il velo sui suoi numeri impressionanti. Questa piattaforma strategica è stata il braccio armato per una serie di acquisizioni mirate negli ultimi anni, soprattutto nel vivace settore dei biscotti, caramelle e snack golosi. Non si tratta solo di espansione: è una mossa da maestro per diversificare e rafforzare la presenza globale del gruppo, in un mercato sempre più competitivo dominato da giganti americani e europei.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

I conti in tasca a Cth

Per la prima volta, Cth ha reso pubblici i dati del bilancio consolidato chiuso al 31 agosto 2025, che parlano chiaro: un fatturato balzato a 3,25 miliardi di euro, come riporta Il Corriere, con un incremento del 9,9% rispetto all’esercizio precedente, a testimonianza di una macchina oliata e in piena accelerazione. Il margine operativo lordo ha raggiunto quota 1,1 miliardi, mentre il risultato operativo si è attestato sui 102 milioni di euro, numeri che riflettono efficienza operativa e redditività solida nonostante le sfide inflazionistiche e logistiche post-pandemia. Sul fronte umano, la forza lavoro media globale ha toccato le 14.004 unità, impiegate in un network impressionante di 28 stabilimenti produttivi sparsi su quattro continenti, dall’America all’Asia passando per l’Europa.

Dagli Usa alla Francia

Il perimetro di Cth è un mosaico di eccellenze internazionali, con un focus sullo shopping all’estero che ha ridisegnato la mappa del gruppo. Negli Stati Uniti, custodisce la Ferrara Candy Company, casa di brand iconici come Jelly Belly, Nerds e Sweetarts, leader nel mondo delle caramelle gommose e acidule. In Gran Bretagna, Ferrero ha messo le mani su Fox’s Burton’s Company, specializzata in biscotti al cioccolato, e sulla Fine Biscuits Company, che include gemme come Delacre, Delichoc, Kjeldsens, Royal Dansk e il Kelsen Group. Non manca la Francia, con l’acquisizione di Michel et Augustin, sinonimo di innovazione nei biscotti gourmet. Questa catena societaria parallela a Ferrero International – la “casa madre” di Nutella – permette a Giovanni Ferrero di gestire un ecosistema autonomo, flessibile e orientato alla crescita extra-europea.

Kellogg e Carambar nel mirino

Aggregando i bilanci di Cth e Ferrero International, il fatturato totale del duo schizza a 22,5 miliardi di euro, una cifra monstre che posiziona il gruppo tra i colossi mondiali del food&beverage. Ma il futuro è ancora più allettante: l’operazione Kellogg, chiusa per 3,1 miliardi di dollari e che porta i Corn Flakes sotto bandiera italiana, aggiungerà circa 3 miliardi di ricavi a Ferrero International nel prossimo esercizio. Allo stesso modo, l’acquisizione francese del Cpk Group (Carambar), con marchi storici come Lutti, Krema, Poulain, Vichy e Terry’s, infonderà altri 400 milioni a Cth. Risultato? Le due holding sono già proiettate ben oltre i 25 miliardi “a bocce ferme”, senza contare potenziali nuovi colpi di mercato. Un impero in espansione che conferma: i Ferrero non smettono di stupire.