Il segreto di Ulturale? E' nascosto...tra le pieghe

Napoli è una delle capitali storiche della grande tradizione sartoriale italiana. Una rinomanza fondata su abilità artigianali, attenzione al particolare, selezione scrupolosa dei tessuti, e quel tocco di genialità che contraddistingue ogni attività svolta all’ombra del Vesuvio. In questa cornice si inserisce a pieno titolo anche la fortunata vicenda imprenditoriale di Vincenzo Ulturale, un uomo nato letteralmente con la cravatta. Già nel 1948 il padre di Vincenzo, appena ventenne, avviava l’attività che avrebbe, di lì a poco, gettato le basi per la creazione di uno dei marchi più importanti nel settore delle cravatte sartoriali italiane. Negli anni la fama aumenta: la risonanza delle sue cravatte, che approdano in una serie di selezionati negozi partenopei, si estende sempre di più. Vincenzo gradualmente assimila l’esperienza familiare, ne assorbe lo spirito, le prerogative creative, il rispetto per i tessuti, l’eleganza della fattura, senza che questo scalfisca il lato pratico che questo capo d’abbigliamento conserva in sé, e che non sempre viene colto fino in fondo. 

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

Vincenzo ha rilevato l’attività fondata nel ’48 dal papà, facendone un must della sartoria napoletana poi nel 2014 la consacrazione nazionale  

Nel 1985 Vincenzo decide di creare una sua azienda e diffondere l’etichetta Ulturale. Ulturale diviene progressivamente simbolo incontrastato della cravatta sartoriale made in Napoli, oggetto di classe, sinonimo di esclusività e artigianalità che si rifà direttamente ai dettami della tradizione campana. Una connotazione che non si manifesta solo nell’utilizzo di trame eleganti e originali, vagliate personalmente da Vincenzo, o nel taglio rigorosamente hand made di ogni singolo capo, ma anche, e forse soprattutto, nell’inconfondibile cornetto scaramantico nascosto all’interno della cravatta stessa. Nel 2004 viene aperto il primo punto vendita sulla Riviera di Chiaia, a Napoli. L’anno successivo, la storia dell’azienda Ulturale registra un’altra importante tappa: insieme ad altri imprenditori, grazie alla creazione di un consorzio, Vincenzo affitta un intero piano nel palazzo della ex sede storica del Napoli Calcio, dove viene allestito un vero centro dell’artigianalità sartoriale made in Italy, verso cui convergono imprenditori di diversa provenienza merceologica (camicie, sartoria, cravatte, penne,scarpe) accomunati dal filo rosso del gusto e dell’eleganza. Dopo aver lasciato il consorzio, nel 2009 Vincenzo Ulturale apre il primo negozio a Napoli, in Via Carlo Poerio, nel salotto buono della città. Ma è il 2014 che segna il vero salto di qualità per l’azienda campana, che passa in mani milanesi, attraverso un family office. Guidati da Alessandro Rombelli, alcuni imprenditori meneghini entrano in contatto quasi per caso con il marchio, appassionandosi sin da subito alla storia aziendale, al brand e, soprattutto, alla qualità della cravatte. Per questo, la nuova proprietà chiede a Vincenzo di mantenere inalterato il valore e l’anima del marchio Ulturale. A questo traguardo ne seguiranno degli altri, altrettanto fondamentali e funzionali alla crescita aziendale: l’apertura dello show room milanese, in Via Bigli, che offre al brand una vetrina sul mondo della moda internazionale, e l’inaugurazione del terzo negozio mono-brand nel centro di Roma, in Via Bocca di Leone. Oggi Ulturale, da esclusivo brand territoriale, apprezzato soprattutto dal mercato partenopeo, è diventato una firma riconosciuta a livello globale, che nulla ha da invidiare alle più altisonanti griffe della moda italiana e mondiale. Un fatturato in costante crescita (è prevista una chiusura, per il 2017, di circa 1,5 milioni di euro), di cui il 90% realizzato in Italia, e una governance al passo con i tempi: infatti, il bilancio 2017 verrà certificato dalla società PricewaterhouseCoopers. Nel Consiglio di Amministrazione, presieduto da Alessandro Rombelli, al cui fianco siede in qualità di Amministratore Delegato Tancredi Pasero, un posto d’onore spetta proprio a Vincenzo Ulturale, artefice di questa bella avventura imprenditoriale italiana, che porta alta la bandiera del buon gusto e dell’artigianalità italiana in tutto il mondo, anche grazie a quel tocco di scaramantica passione che, al grido di “non è vero ma ci credo”, sicuramente non guasta. 

“Comm’v’ piace a vuje” la cravatta artigianale si fa a misura di cliente

Attenzione ai dettagli, tessuti preziosi, qualità e personalizzazione. Da oltre 2 generazioni, nella città simbolo della sartorialità italiana, nascono creazioni fatte a mano uniche e ricercate. L’accessorio maschile per eccellenza, che tanto è amato dai gentlemen di tutto il mondo, si esprime al meglio nelle creazioni esclusive vendute negli store più lussuosi. In Italia (presso la storica boutique di Napoli, nei monomarca recentemente aperti a Roma e Milano e nelle botteghe più chic) ma anche in Giappone, in Corea e in diversi paesi europei le cravatte Ulturale sono molto richieste.

Vincenzo Ulturale, alla guida della storica azienda di cravatte sartoriali, segue in prima persona tutte le fasi di lavorazione, dalla progettazione al confezionamento.Una produzione che non riguarda esclusivamente le cravatte, seppur rimangono il fiore all’occhiello del marchio, ma anche papillon, pochette, sciarpe, foulard, scialli e profumi.Ogni cravatta è un vero pezzo unico perché interamente tagliata, cucita e finita a mano utilizzando stoffe provenienti dalle più prestigiose case italiane e inglesi. Dai 30 ai 35 minuti, pressappoco, è il tempo necessario per crearne una: dal taglio si passa alle fasi di spillatura, imbastitura, cucitura e infinte agli smerli e all’orlatura. 

Tanti i modelli, da quelli più classici in seta con disegni e colori dal gusto moderno a quelli più particolari, come per esempio la Tié, la cravatta scaramantica a sette pieghe che nasconde al suo interno un piccolo cornetto benaugurante napoletano in corallo. Il nome Tié deriva dall’unione dell’inglese tie (cravatta) e del napoletano tié (esclamazione che di solito accompagna il gesto scaramantico delle corna che come la scaramanzia vuole deve essere nascosto).Immancabile anche la 00Tie, una due pieghe con cucito all’interno del cappuccio un taschino segreto impreziosito da un rametto in puro corallo rubrum.    

Completano infine la collezione le cravatte in puro cashmere e misto lana/seta, calde ma allo stesso tempo leggere. La cravatta Ulturale diventa sempre più preziose nella versione su misura. Sul loro sito esiste, infatti, una sezione intitolata “Comm’v’ piace a vuje”: dove potrete personalizzare la vostra cravatta a seconda del modello, della misura, del colore, del tessuto e perfino arricchirla con le iniziali o il logo del futuro proprietario. Un capolavoro artigianale tutto italiano riconosciuto anche dalla rivista Class che le ha conferito per diversi anni il premio come azienda numero 1 nella Classifica delle Eccellenze italiane, nel settore cravatte.