Il ‘salario minimo garantito’ a livello nazionale vige nella maggior parte delle economie dette ‘sviluppate’, ma non in tutte. Perlopiù, nei paesi europei la paga minima viene fissata in maniera unica e universale dalla legge. Però, in una minoranza di questi – 6 su 28 (Danimarca, Finlandia, Svezia, Cipro, Austria, Italia) – è invece la contrattazione collettiva a prevedere la retribuzione minima settore per settore, un fenomeno che viene perlopiù attribuito alla forza dei sindacati di categoria nei diversi paesi, con l’interesse che hanno a tenersi stretta la cura dei propri ‘giardini’.

La situazione si complica ulteriormente in Italia, dove l’orientamento della Cassazione prevede la possibilità per un giudice di ‘disapplicare’ il contratto collettivo quando lo stipendio risulta non adeguato a garantire al lavoratore un’esistenza decente. Secondo la Suprema Corte, il parametro più importante per stabilire cosa si intende per salario minimo non è il CCNL ma piuttosto l’articolo 36 della Costituzione, dove si legge che “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

E’ difficile quantificare il valore concreto della garanzia costituzionale quando i ‘sottopagati’ per definizione molto probabilmente non possiedono i mezzi per promuovere una causa allo scopo di ottenere l’aumento dello stipendio.

Per tutti questi motivi, non c’è uno specifico ‘salario minimo’ italiano da citare. Nei paesi che ne fissano uno, il suo valore è soggetto a revisioni annuali. La paga minima oraria inglese varia con l’età del lavoratore, ma dal primo aprile sarà di £11,44 sterline per i maggiori di 21 anni – circa €13,39. In Germania è attualmente di €12,41, un po’ meno in Francia (€11,65) e decisamente meno in Spagna (€7,82) e in Portogallo (€5.54).

Come sempre gli americani si distinguono. Il sistema federale del Paese delega molti poteri a entità minori. A livello nazionale esiste un ‘Federal Minimum Wage’ di $7,25 l’ora, ma nella maggior parte dei casi non ‘fa scuola’ perché molte giurisdizioni fissano la propria paga minima a un livello più alto. Queste comprendono i singoli stati, ma anche – addirittura – singole municipalità, con il risultato che si stima ci sia oltre un centinaio di ‘salari minimi legali’ diversi negli Usa.