Il risparmio è la nostra riserva di futuro, bisogna curarlo con attenzione

Come da oramai quasi 100 anni a fine ottobre si celebra la Giornata Mondiale del Risparmio, una iniziativa nata in Italia a Milano nel 1924 per opera di un ecclettico banchiere del tempo, Filippo Ravizza, che fu a capo dell’Istituto Internazionale del Risparmio (International Savings Banks Institute – ISBI), Istituto che ebbe sede a Milano dal 1925 al 1948, di cui Ravizza fu per oltre vent’anni direttore e poi presidente onorario fino alla morte. Ravizza era anche un precursore delle moderne tecniche di marketing delle quali elaborò originali insegnamenti e probabilmente la Giornata Mondiale del Risparmio fu una delle sue migliori intuizioni. Al pari di un altro italiano suo contemporaneo, annoverato oggi un gigante fra i banchieri che hanno lasciato il segno, Amadeo Peter Giannini che del marketing nel retail banking fece l’arma del suo successo, Ravizza seppe rendere semplici e divulgare concetti per l’epoca molto innovativi, quali appunto il risparmio in banca. Nei primi decenni del secolo scorso, infatti, depositare i propri risparmi in banca, era un qualcosa di innovativo, equivalente oggi, per iperbole, ad acquistare cryptovalute! 

Quest’anno durante l’evento, tenutosi giovedi 21 ottobre, è stata presentata la periodica indagine ACRI-IPSOS che dal 2001 mette in luce i principali trend evolutivi in tema di risparmio degli Italiani.

Dall’indagine emerge che, in uscita dalla pandemia e dall’anno orribile 2020, gli Italiani tornano ad avere fiducia nel futuro volgendo lo sguardo al risparmio sia “per fare dopo” che al risparmio “per tutela e serenità”.

In effetti risparmiare può essere assimilato a posticipare parte delle nostre energie dell’oggi per il domani. Quello che risparmiamo ci permetterà di avere un futuro migliore o più sereno, o di trasmettere questa “miglior vita” ai nostri figli.

Il tema di attualità dei giorni nostri è come utilizzare questo risparmio? Le Banche che a partire dalla crisi nel 2011 dei debiti dei paesi periferici dell’eurozona (PIIGS), erano assetate di risparmi (raccolta diretta), sia in forma di depositi in conto che di obbligazioni, ora sono nella situazione di avere un eccesso di liquidità e costi crescenti per detenerla. I depositi dei clienti ora hanno un costo per le banche visto il tasso di interesse riconosciuto dagli istituti centrali pari a -0,50%. 

I risparmi degli italiani detenuti in forma di depositi sono cresciuti molto negli ultimi due anni (da 1.550 MLD€ nel settembre 2019 a 1.680 MLD€ nel settembre 2020 fino a circa 1.800 MLD € a fine settembre 2021) (fonte Montly Outlook ABI). La propensione all’investimento resta bassa anche se in ripresa dopo i timori della pandemia. Al sondaggio ACRI-IPSOS rispondono “tengo i risparmi liquidi” il 61% degli italiani, investo il 37%.

 

Inoltre, questa “lieve crescita” nella tendenza ad investire avviene investendo negli strumenti finanziari più a rischio.

Ora veniamo al punto. Le banche che negli ultimi anni hanno spinto per depositi a vista e obbligazioni (la cosiddetta raccolta diretta) oggi hanno innescato una “guerra” ai depositi, orientando la clientela ad una trasformazione “urgente” della loro liquidità presente sul conto in prodotti finanziari.

Purtroppo, questo avviene in un momento che potrebbe rivelarsi infelice per i risparmiatori. Trasformare oggi i propri risparmi liquidi sui conti correnti in investimenti finanziari sui mercati azionari potrebbe rivelarsi una scelta errata in termini di “market timing”, in quanto i mercati finanziari in tutte le loro tipologie di asset class sono ai massimi da lungo periodo se non proprio ai massimi storici. Sia i mercati azionari, ed in particolare quelli statunitensi, che i mercati obbligazionari, come pure le commodities e l’oro sono su livelli importanti spinti oltre che dalla ripresa economica in atto dagli ingenti stimoli monetari, senza precedenti, delle banche centrali.

In sintesi, potrebbe risultare controproducente un “all in” in questo momento, in qualsiasi asset class si investa. 

La soluzione: pianificare un percorso di investimento a piccole rate nel lungo periodo su asset finanziari diversificati. In questo senso oggi esistono soluzioni di investimento digitali che permettono di impostare investimenti automatici programmati di lungo periodo in strumenti molto efficienti quali gli ETF. Gli ETF sono salvadanai quotati sui mercati finanziari che raccolgono i risparmi per investirli in panieri molto diversificati di azioni, obbligazioni, commodities o altri strumenti finanzari. La loro convenienza ed efficienza ha raggiunto oramai livelli tali da renderli preferibili a tutte le altre tipologie di prodotti finanziari. In particolare, a mio avviso, sono da preferire ETF del tipo ad “accumulazione” dei proventi, in quanto fiscalmente più efficienti degli ETF con distribuzione periodica dei proventi maturati.

Pertanto, è facilmente possibile evitare di investire ora in una unica soluzione tutti i propri risparmi ma è consigliabile una diversificazione secondo più direttrici dell’ingresso sui mercati. Sistemi automatici come, ad esempio, quello sui PAC in ETF di Directa SIM, possono permettere di acquistare senza commissioni ogni 15 giorni piccoli importi, ottenendo una diversificazione temporale. Inoltre gli ETF hanno al loro interno decine se non centinaia di titoli, permettendo strutturalmente una diversificazione sui singoli titoli, è inoltre possibile scegliere fra numerosissimi tipi di ETF legati ai titoli di diversi settori o aree geografiche, (USA, Europa, Cina, India, etc.), Esistono poi ETF su obbligazioni (governative, corporate, bancarie senior, bancarie subordinate etc..). Etf su oro o altre commodities permettono anche di diversificare su queste asset class. Inoltre, ultimamente, gli emittenti propongono sempre più spesso ETF su specifici filoni di investimento (cosiddetti mega trend), per investire su specifici temi sui quali ci si sente più affini (ad esempio tecnologia, acqua, riscaldamento globale, robotics, green, intelligenza artificiale, invecchiamento della popolazione, risorse naturali scarse etc..). 

Le risorse presenti in rete, fra video o testi educativi sugli etf, permettono a chiunque di raggiungere un sufficiente grado di familiarità con questi prodotti e di diventare in poco tempo un investitore consapevole, pertanto il mio consiglio è che i risparmi sono cosa troppo importante per demandarla ad altri, ed in particolare a persone che potrebbero non fare i nostri interessi, ma vanno curati in prima persona, basta un minimo di impegno e dedizione.