i chiama “real estate”, ma è sempre più “virtual”: la digitalizzazione si sempre più strada nel comparto immobiliare attraverso servizi a valore aggiunto, fino a portare gli immobili addirittura nel metaverso. Non ci credete? Prendete Svicom, una delle aziende leader nel retail real estate italiano, col suo portfolio di 120 asset per più di 1,6 milioni di mq tra centri e parchi commerciali, stand alone e high street, food hall, immobili logistici e direzionali, che ha archiviato il 2021 con un + 20% di fatturato, a quota 11,5 milioni di euro, e un incremento del portfolio a 120 asset: «I centri commerciali Aura di Roma e Carrefour Pavia, che fanno parte del nostro portfolio, sono i primi in tutta Italia a poter disporre di un “gemello digitale”», conferma a Economy la general manager Letizia Cantini. «In Svicom definiamo la nostra impronta distintiva attraverso la cultura dell’innovazione che è il perno di tutto il processo gestionale, solo così delineiamo strumenti e soluzioni capaci di generare valore per i nostri clienti e per gli asset in portafoglio. Ne sono un esempio l’utilizzo del Bim e la gestione del facility management a partire dal digital twin dell’immobile».

Bim sta per “building information modeling” e consente di “dialogare” con gli edifici a partire dal loro modello 3D, per migliorare la gestione e la resa degli impianti nell’intero ciclo di vita dell’immobile: «Grazie alla triangolazione fra modello digitale, software e smart sensor, è possibile garantire una regolazione automatica degli impianti in funzione delle temperature, dei livelli di CO2 e soprattutto della quantità di persone presenti e del rispettivo apporto termico all’immobile, con l’obiettivo di abbattere e contenere i consumi in modo mirato e puntuale», spiega Cantini. «L’applicazione del Bim ci consente di comprendere come si comporta l’immobile, quando si verificano i picchi di maggiore spesa e perché. Il modello digitale ci restituisce un dato a 360 gradi e ci consente di intervenire in real time in caso di criticità connesse ai consumi».

Oltre al Bim, Svicom ha sviluppato per i tenant un sistema innovativo che si chiama Crm Mall Portal, nato appunto con l’obiettivo di far convergere con maggiore efficacia ed efficienza in un unico ambiente digitale tutti i flussi informativi degli attori del centro commerciale: ad oggi il sistema coinvolge 28 asset, per un totale di 1.600 tenant già attivi sulla piattaforma e oltre 10.000 interazioni raggiunte in media ogni mese. E per semplificare il customer journey e creare contenuti di valore ha realizzato la piattaforma The Place To Do, che consente ai clienti del centro commerciale di scegliere fra un caleidoscopio di iniziative ed attività fisiche oppure on demand, in un’ottica di iper-personalizzazione dell’experience. Nei primi 5 mesi di attivazione della piattaforma per il centro commerciale Mongolfiera Japigia (Bari), per fare un esempio, sono stati acquistati oltre 7.000 e-ticket per corsi, eventi e laboratori. «Svicom oggi è una proptech che sta adottando diverse leve», prosegue Letizia Cantini: «dalla digital trasformation alla robotizzazione di processi, dall’impiego dell’intelligenza artificiale e dell’IoT in molte fasi di gestione al già citato digital twin in ambito facility, nonché i test di blockchain in iniziative Esg che stanno riguardando diverse strutture in portfolio. Ne sono esempio l’iniziativa “Con le Api nel Cuore” incentrata sul sostegno e la sensibilizzazione alla biodiversità ambientale ed il percorso solidale di “C’è tempo per gli altri”, nato con l’intento di garantire attività gratuite di screening e prevenzione, in ambito medico, per le fasce più deboli della popolazione. I prossimi passi in cui traguardare la blockchain riguarderanno il digital twin in ambito finance. Non è un orizzonte così remoto quello in cui un immobile con tutte le sue complessità avrà un gemello digitale, integrato e speculare, in grado di dirigere tutte le fasi di processo».

Innovare è una questione anche (se non soprattutto) di investimenti: «Il valore complessivo dei beni immobiliari nel mondo è di oltre 217 trilioni di dollari e rappresenta più della metà del valore degli asset finanziari globali. È un mercato con un livello di burocrazia opprimente nel quale prima di parlare dell’approdo in un “nuovo mondo” occorre completare una vera e propria transizione digitale. La blockchain al centro di un riposizionamento del business model classico potrebbe far ottenere efficienza, visibilità e sicurezza dei dati, riduzione dei costi. Sono da osservare con interesse progettualità quali Propy, Blocksquare o De Soto inc. le quali in diversi ambiti di applicazione stanno rivedendo l’intero processo di intermediazione, di acquisizione e di gestione immobiliare».

Quella di Letizia Cantini è una visione futuristica del real estate prossimo venturo: «La digital transformation dei processi di gestione immobiliare ha certamente preceduto il metaverso ma gli sviluppi del metaverso attingono, a mio avviso, alla sfera del gaming dalla quale hanno tratto certamente un approccio creativo, coinvolgente, innovativo. Penso allora che, a sua volta, il real estate possa beneficiare di contaminazioni mediante l’osservazione di ambiti e business model distanti. Il marketing 5.0 teorizzato da Kotler trova negli Nft, e nel metaverso, validi alleati. Si tratta di asset con cui un’azienda, così come ad esempio un centro commerciale, può rafforzare il rapporto di fiducia e di engagement con il proprio pubblico. È un approccio miope quello che vede un’alternativa e non una sinergia/sincronia tra fisico e metaverso. Siamo poco distanti dallo sviluppo di una vera propria token economy, nella quale il rapporto tra azienda/brand e consumatore, così come quello tra gestore di infrastrutture e utilizzatore, supera il paradigma 3.0 e l’industria 4.0 per approdare a uno schema di società 5.0, in cui l’uomo e le tecnologie innovative convivono, mutuandosi reciprocamente apporti e benefici».