L’Interporto Quadrante Europa, primo in Italia e ai vertici della classifica europea, conferma le proprie linee di sviluppo e di investimenti messe in atto negli anni scorsi. Infatti, si delinea per il prossimo futuro il profilo di un interporto impegnato ad aumentare la propria capacità infrastrutturale, per offrire un’adeguata risposta alla crescente domanda di trasporto ferroviario. Il Quadrante Europa, posizionato all’incrocio degli assi nord-sud e est-ovest per il trasporto delle merci in Europa, movimenta mediamente 15.000 treni l’anno, per un totale di circa 8 milioni di tonnellate che transitano per il polo logistico di Verona. Questi volumi sono destinati ad aumentare con il completamento e l’entrata in esercizio della Galleria di Base del Brennero – ad oggi prevista per il 2032 – nonché con lo sviluppo dell’alta velocità ed alta capacità verso est.

Nell’ottica del potenziamento delle infrastrutture del Quadrante Europa, il principale intervento di sviluppo interportuale consiste nella realizzazione del nuovo terminal ferroviario, attrezzato con otto binari lunghi 750 metri – standard europeo di lunghezza dei treni merci – gru a portale e apposite aree di stoccaggio. Contestualmente, è previsto il completamento di una serie di interventi di implementazione della rete viabilistica a servizio della nuova infrastruttura, oltre al collegamento diretto con la direttrice del Brennero e con la linea ferroviaria per Bologna.

Al nuovo terminal si affianca la costruzione un parcheggio “sicuro” per l’autotrasporto, con una capacità di 42 stalli destinati ai mezzi pesanti. Il parcheggio, oggi in fase di costruzione, rispecchia i più recenti standard europei ed è quindi dotato di sistemi di sicurezza e vigilanza. Quest’intervento risponde ad un’esigenza sempre maggiore del mondo dell’autotrasporto, oltre che garantire la sicurezza nelle zone limitrofe ai terminal ferroviari dei poli logistici.

Obiettivo finale di questi investimenti di Consorzio Zai è promuovere l’integrazione fra la rete ferroviaria, la rete stradale, gli interporti e i porti, condizione necessaria per ottenere la massima sinergia nella logistica del trasporto delle merci in un’ottica di sostenibilità e in linea con gli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea: trasferire il 30% del trasporto merci oltre i 300 km su ferro entro il 2030, e il 50% entro il 2050. Le nuove opere di potenziamento permetteranno infatti di potenziare l’intermodalità e, così facendo, di avere significativi risvolti sul piano ambientale, in virtù della natura del trasporto intermodale che permette di ridurre le differenti tipologie di costi derivanti dall’esercizio e dall’uso dei sistemi di trasporto, i cosiddetti “costi esterni marginali”. 

In sintesi, gli interventi descritti consentiranno di aumentare la capacità complessiva dei terminal intermodali di Verona, con l’ambizioso obiettivo di accogliere l’incremento dei volumi di merce che si attende nei prossimi anni, da un lato, e contestualmente di promuovere una modalità di trasporto più green, dall’altro. È quindi legittimo fin da ora attendersi che il Quadrante Europa sarà in futuro in grado di convogliare su di sé l’aumento di traffico previsto, con conseguenti benefici in termini di opportunità di investimenti, di sviluppo locale e di sostenibilità socio-ambientale, di cui potrà beneficiare – in ultima analisi – la collettività di Verona e delle zone limitrofe.