Il private equity risponde subito ai segnali di rallentamento emersi nell’ultimo bimestre, evidenziando un ottimo livello di attività nel mese di ottobre. L’Osservatorio PEM® di LIUC – Università Cattaneo, in collaborazione con AIFI e operante nell’ambito delle attività della LIUC Business School, ha registrato nel corso del mese recentemente conclusosi 42 nuovi investimenti rispetto ai 36 dello stesso periodo, monitorati nel 2022.

I primi dieci mesi dell’anno registrano un trend sostanzialmente in linea rispetto al 2022, con 327 operazioni annunciate (erano 342 lo scorso anno), ma i segnali che giungono dal mese di ottobre sono certamente confortanti, dopo una faticosa conclusione del terzo trimestre. Permane una sostanziale assenza di deals di grandi dimensioni, ma il mercato è certamente dinamico e attento alle opportunità che provengono dal mid market.

“Nonostante il periodo di incertezza il mercato del private equity italiano si dimostra ancora molto attivo; i gestori continuano ad affiancare gli imprenditori in progetti di crescita, spesso tramite processi di acquisizione, favorendo anche i necessari processi di transizione ambientale, energetica e digitale” dichiara Roberto Travaglino, Senior Partner di Fondo Italiano d’Investimento SGR.

Ad ottobre, le operazioni di buy out hanno rappresentato addirittura l’88% dei deals totali; gli add on (operazioni di aggregazione aziendale) ammontano a ben il 60%. Il residuo del mercato è equamente diviso tra operazioni in capitale per lo sviluppo ed investimenti in infrastrutture.

Il Nord Italia costituisce sempre il principale polo catalizzatore, con Lombardia, Piemonte e Veneto sugli scusi, ma interessante il contributo proveniente da Toscana e Marche; prodotti per l’industria, ICT e terziario sono i settori maggiormente oggetto di operazioni, con i primi due comparti che vanno a costituire pressoché la metà del mercato. L’attività degli operatori internazionali è sempre ben radicata nel nostro Paese, da loro infatti proviene il 52% dell’attività di investimento.

A margine, per quanto concerne l’attività all’estero, si segnala che l’Osservatorio PEM® ha mappato un’operazione di investimento diretto realizzata da player italiano e quattro add on perfezionati da imprese italiane sotto la regia di un operatore di private equity.