Il Pir fai-da-te ora punta sul crowdfunding
Luca Stellato, Business Develpment Manager di Financial Delivery

Se, dopo un biennio asfittico, Assogestioni finalmente parla di “segnali di risveglio” per i Piani individuali di risparmio, è tutto merito dei Pir alternativi: nel secondo trimestre 2021 hanno raccolto 349 milioni di euro, contro i 106 (meglio di niente, comunque) di quelli tradizionali. «L’obiettivo ambizioso dei Pir, far confluire i risparmi degli italiani nelle imprese italiane, è stato raggiunto solo in parte, a causa di alcuni limiti dello strumento e delle rigidità del mercato dei capitali italiano», spiega a Economy Luca Stellato, consigliere di Fiduciaria Digitale realtà fintech italiana che con il suo Pir fai-da-te oggi guarda agli investimenti in microimprese italiane innovative attraverso il crowdfunding.

Perché il vostro lo definite fai-da-te?

La maggior parte della raccolta oggi avviene con strumenti sotto forma di gestione collettiva, diciamo “preconfezionati”, gestiti da banche o Sgr: in genere gli investimenti riguardano aziende già altamente finanziarizzate, di dimensione medio-grande. Quello che pochi sanno, è che il Pir è un contenitore che può essere cucito su misura per ogni investitore: ognuno può costruirsi il proprio e beneficiare degli stessi benefici fiscali, ma scegliendo personalmente le aziende e i prodotti in cui investire. Il nostro Pir fai-da-te coglie questa opportunità e la rende semplice, grazie ai servizi digitali di FD Fiduciaria Digitale che per-mettono di sottoscrivere qualsiasi prodotto comodamente tramite il proprio smartphone. All’investitore non resta che scegliere i prodotti da inserire nel Pir.

Fiduciaria Digitale propone degli investimenti tra cui scegliere?

Assolutamente no. Noi mettiamo solo a disposizione il contenitore e controlliamo che gli investimenti siano compatibili con la normativa dei Pir. Non facciamo gestione, non facciamo consulenza, non abbiamo alcun tipo di prodotto da proporre. Ma capisco la sua domanda: la maggior parte dei risparmiatori oggi non saprebbe come muoversi per scegliere gli investimenti migliori. Per questo noi abbiamo due soluzioni: la prima è data dalla libertà di affidarsi al proprio consulente o gestore di fiducia, ma anche di essere libero di cambiarlo in ogni momento se cambiano le proprie esigenze, senza per questo dover cambiare il proprio Pir. La seconda è (in)formarsi autonomamente: ogni settimana con i webinar di FinancialDelivery presento nuove opportunità o asset class alternative.

Come il crowdfunding.

Certo, le proposte dei portali di crowdfunding – sia equity che lending – possono costituire i mattoncini del proprio Pir, con la possibilità di beneficiare anche delle detrazioni di imposta per investimenti in Startup e Pmi innovative. Da qui l’idea del Pir fai-da-te 100% crowdfunding. Ad esempio, si può comporre un Pir da 100mila euro scegliendo 5 offerte per ciascuno di 5 portali di crowdfunding diversi: alla fine si avrebbe un portafoglio diversificato con 25 titoli per un investimento medio di 4.000 euro, esente dall’imposta del 26% sul capital gain e con una detrazione di imposta fino al 20% in caso di minusvalenze. Un modo conveniente per investire sull’Italia del futuro, fatta di imprese piccole ma con grande potenziale di crescita.

Una proposta innovativa, ma forse non adatta a tutti i risparmiatori…

Il Pir fai-da-te è adatto a tutti i tipi di investitori, anche quelli più “tradizionalisti”. Diversi gestori ci hanno contattati per proporsi come consulenti, offrendo dei portafogli modello, per offrire anche servizi di gestione. Io paragono il nostro Pir ad una barca: il cliente è sempre il proprietario, anche se decide di non guidarla direttamente e affidare il pilotaggio a qualcun altro. Ma se cambia il capitano o decide di pilotare da solo, la barca rimane la stessa.

E quanto costa?

Abbiamo una tariffa flat fee, indipendente dal volume degli asset e senza commissioni percentuali sugli investimenti: più trasparente e anche meno costosa di molti prodotti preconfezionati. Si dice che la libertà non ha prezzo, ma nel nostro caso possiamo dire che la libertà non ha costi.