patrimonio Fondazione An

Giorgia Meloni si è buttata a capofitto nella campagna elettorale per il voto del prossimo 25 settembre che andrà a delineare la formazione delle nuove Camere del Parlamento. Per la leader di Fratelli d’Italia si tratta di un appuntamento molto importante, visto e considerato che il suo partito è dato per primo in tutti i sondaggi, con una percentuale di preferenze che oscilla intorno al 25%. È lei, stando dunque alle intenzioni di voto, la leader più apprezzata in Italia, colei che guiderà il centrodestra dopo il 25 settembre e, molto probabilmente, il Paese. Questa situazione attira molta attenzione intorno a FdI e a Giorgia Meloni, con le immancabili accuse di essere una forza politica dai tratti marcatamente fascisti. È su questo aspetto che spinge La Repubblica in un suo articolo che analizza le attività messe in atto dalla Fondazione AN (Alleanza Nazionale), ovvero lo “scrigno che – oltre al tesoro materiale e immateriale del disciolto Msi – custodisce il patrimonio culturale, ideale dei patrioti”. 

Il patrimonio della Fondazione An

Come riferito dal quotidiano del Gruppo Gedi, la Fondazione Alleanza Nazionale rappresenterebbe per il partito di Giorgia Meloni “la possibilità di usufruire di un portafoglio di case”, oltre che una continuità con il passato di Alleanza Nazionale. Anche il logo di Fratelli d’Italia, con quella Fiamma Tricolore che già fu identificativa di AN, è stato concesso dalla Fondazione che ha i suoi uffici e l’archivio in via della Scrofa 39, stesso luogo della sede nazionale di Fratelli d’Italia.

Fin qui nulla di strano, ma l’aspetto su cui La Repubblica pone l’accento sono alcune attività poste in essere dalla Fondazione AN. In particolare si fa riferimento ai premi che annualmente vengono assegnati dalla stessa a personalità che rendono onore alla Destra Italiana. Nel 2021 tale riconoscimento è andato proprio a Giorgia Meloni per il libro “Io sono Giorgia”, nel quale la leader si dichiara essere “figlia spirituale di Giorgio Almirante”. L’anno prima, invece, il premio è andato “all’ex terrorista Gabriele Adinolfi – scrive Repubblica – Fondatore nel 1978 di Terza Posizione, condannato a 8 anni per reati associativi e latitante fino al 2000. Rientrato in Italia, Adinolfi non va ai giardinetti: organizza la Guardia d’Onore alla cripta di Mussolini a Predappio e le prime occupazioni di CasaPound”. Tra gli altri premiati vengono ricordati anche Ercole Viri, sindaco di Affile, condannato in 1° e 2° grado per apologia di fascismo per la costruzione di un mausoleo dedicato al gerarca fascista, criminale di guerra e collaborazionista dei nazisti Rodolfo Graziani (la Cassazione ha infine annullato la condanna). E ancora, l’associazione Campo della Memoria che celebra i caduti di Salò; la band Compagnia dell’Anello che si rifarebbe al neofascismo e il giornalista Sandro Forte autore di un libro Ordine Nuovo parla.

C’è poi il patrimonio della Fondazione AN che sarebbe stimato tra i 150 e i 200 milioni di euro. Di questo farebbero parte 53 immobili in tutto il territorio nazionale, molti dei quali affittati con canoni politici a FdI. Tra questi ci sono anche gli appartamenti occupati, come quello di via Paisiello a Roma, dove Forza Nuova aveva la sua sede prima dello sfratto.