evasione fiscale star

Ormai sono sempre di più i personaggi famosi e le star del mondo dello spettacolo che finiscono sotto indagini per il reato di evasione fiscale. Da ultimo Shakira, la quale, secondo le autorità spagnole, avrebbe posto in essere un’ingente frode fiscale, dovendo al fisco 14,5 milioni di euro di tasse non pagate tra il 2012 ed il 2014. La stessa rischia una condanna di otto anni e due mesi per i reati a lei ascritti, pena che verrà chiesta dai pubblici ministeri spagnoli. Non è la prima né l’ultima, collocandosi in un lungo elenco di personaggi famosi che evadono le tasse sfruttando, spesso, i molti paradisi fiscali che esistono nel mondo. Più nello specifico sono 35 i Paesi che potrebbero finire nell’elenco dei Paesi nella black list del G20 perché applicano aliquote fiscali tra lo 0% e il 12,5% sugli utili delle società.

L’evasione fiscale delle star

In merito all’evasione fiscale delle star, un caso davvero importante è stato il Pandora papers. Si tratta di una maxi inchiesta giornalistica internazionale realizzata dal Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi (Icij) che scoperchia il vaso svelando i tesori nascosti di moltissimi di vip e politici. L’indagine è stata svolta da circa 600 giornalisti appartenenti a 150 testate internazionali, tra cui l’Espresso in esclusiva per l’Italia. La maxi inchiesta è riuscita a scoprire 35 leader politici, sia attuali che passati, nonché 300 imprenditori e supervip che pongono in essere condotte di evasione o frode fiscale.

Vi sono più di 11,9 milioni di documenti con i nomi di oltre 29 mila beneficiari di società offshore. Dietro le carte intestate ai fiduciari emergono investimenti e patrimoni esteri di politici europei e sudamericani, dittatori africani, ministri asiatici, sceicchi arabi, nonché le casseforti segrete di 46 oligarchi russi. Le offshore che azzerano le tasse a una super casta di oltre 130 multi-miliardari americani, indiani, messicani e di altre nazioni.

Ad esempio, Abdallah II avrebbe creato almeno 30 società offshore attraverso le quali ha acquistato 14 dimore di lusso negli Usa e nel Regno Unito per un valore di oltre 106 milioni di dollari; Babis avrebbe, invece, sistemato 22 milioni di dollari in società offshore che ha poi utilizzato per l’acquisto di un castello nel sud della Francia; Tony Blair, insieme con la moglie Cherie, avrebbe risparmiato oltre 350 mila euro in imposte di bollo nell’acquisto di un ufficio a Londra. Nell’indagine sono spuntati anche nomi di persone vicine a Vladimir Putin.

“Cinque anni dopo i Panama Papers – si legge in un articolo de L’Espresso – una nuova inchiesta giornalistica internazionale ancora più ampia svela le ricchezze nascoste nei paradisi fiscali da migliaia di potenti di tutto il mondo. Ci sono 35 capi di Stato o di governo. Più di 300 politici di oltre novanta nazioni: ministri, leader di partito, parlamentari. Insieme a generali, capi dei servizi segreti, manager pubblici e privati, banchieri, industriali”. “Le nuove carte chiamate Pandora Papers – continua l’Espresso – documentano una miriade di affari ricchissimi con i nomi dei beneficiari, finora tenuti segreti. L’elenco degli azionisti schermati dal velo delle società offshore comprende il premier della Repubblica Ceca, il ministro olandese dell’Economia, l’ex capo del governo britannico Tony Blair, il Re di Giordania e presidenti in carica di Paesi come Ucraina, Kenya, Cile, Ecuador. Nella lista spiccano i nomi di molte celebrità dello sport, della moda e dello spettacolo. Ma ci sono anche criminali. Ex terroristi. Bancarottieri. Trafficanti di droga. E boss mafiosi, anche italiani, con i loro tesorieri”.